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Economia
Enel, Starace accelera sugli investimenti: nel piano 18 miliardi
Bilancio 2014/ Enel chiude l'esercizio riportando un utile netto di 517 mln, in forte calo rispetto al 2013 quando fu di 3,2 mld: la diminuzione pari all'84% e' attribuibile "alle perdite di valore e all'incremento degli oneri finanziari netti". In crescita però il dividendo che nell'esercizio 2013 era stato pari a 0,13 euro e invece per il 2014 risale a 0,14 euro. E' quanto si apprende dalla nota diramata sui conti di bilancio al termine del Cda che si e' tenuto ieri

Enel prevede 18 miliardi di euro di investimenti destinati alla crescita industriale nell'arco del piano industriale 2015-2019, 6 miliardi di euro in più rispetto al piano precedente. Tale programma si concentrerà in particolare sulle Reti (crescita organica in America Latina e profonda trasformazione digitale in tutte le aree geografiche), sulle Rinnovabili (crescita del 50% della capacità aggiuntiva rispetto al piano precedente); sulla Generazione non-merchant e Retail (crescita della base clienti e nuovi servizi). Lo prevede il nuovo piano industriale dell'Enel a gestione Starace, piano che stima una crescita dell'Ebitda nell'ordine di 2,4 miliardi di euro entro il 2019, ovvero ulteriori 6,7 miliardi di euro di ebitda cumulato nell'arco di piano. Tale crescita è il risultato di un piano di investimenti che presenta due differenze fondamentali rispetto al precedente: gli investimenti lordi lungo l'arco di piano ammontano a 34,0 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 29,7 miliardi di euro del precedente piano, registrando un aumento del 14%; inoltre, reindirizzare gli investimenti verso iniziative di crescita dovrebbe produrre un incremento degli investimenti finalizzati alla crescita nell'ordine di circa 6 miliardi di euro, il 49% in piu' rispetto al precedente piano.

Quasi il 90% dei nuovi investimenti per la crescita sarà finalizzato a rafforzare l'aumento dei ricavi in attivita' a basso profilo di rischio, quali le reti, le rinnovabili, la generazione convenzionale non-merchant e il settore retail, con l'obiettivo di conseguire un rendimento medio per progetto superiore a uno spread minimo di 200 punti base sul costo medio ponderato del capitale ("WACC"). Circa il 60% degli investimenti totali saranno indirizzati ai mercati emergenti. Inoltre, promuovendo un piu' ampio numero di progetti di minori dimensioni in un contesto di diversificazione geografica e tecnologica, il Gruppo ridurrà il rischio legato alla realizzazione degli impianti e beneficerà di una maggiore flessibilita' ed opzionalita', migliorando la propria capacita' di adeguarsi all'evoluzione dei diversi scenari e profili di rischio a livello di paese, di cambio e di quadro regolatorio. Cio' dovrebbe tradursi in una futura crescita piu' lineare dell'Ebitda.

Il nuovo piano strategico prevede inoltre un miglioramento dell'efficienza operativa in grado di comportare una riduzione dell'8% in termini nominali dei "cash cost" (rappresentati dalla somma dei costi operativi e degli investimenti per la manutenzione degli asset). Grazie alla nuova struttura organizzativa e a una migliore integrazione globale, il Gruppo utilizzera' le migliori prassi tecnologiche per ottimizzare l'allocazione del capitale, con significativi risparmi rispetto al piano precedente, stimati in misura pari a 1,5 miliardi di euro per quanto riguarda la manutenzione degli asset. Come gia' visto presso la Business Unit Energie Rinnovabili negli ultimi anni, tale prevista riduzione degli investimenti in manutenzione produrra' una conseguente contrazione dei costi operativi, che, grazie anche ai progressi negli approvvigionamenti e nelle tecnologie, dovrebbero ridursi del 7% tra il 2014 e il 2019.

E proprio sugli investimenti, l'ad di Enel Francesco Starace ha sottolineato che il Piano offre "un convincente invito". Questo perche' "la strategia di Gruppo si basa sui nostri punti di forza: una posizione consolidata sui mercati emergenti, una chiara leadership tecnologica e reti di distribuzione digitalizzate nei mercati piu' maturi. Questi punti di forza ci consentiranno di far leva sia sulla crescita della domanda in Africa e America Latina, spinta dall'evoluzione demografica e dal favorevole ciclo economico, sia su dinamiche in rapida evoluzione nei mercati energetici, come la digitalizzazione, nelle economie mature. Questi fattori, insieme alla nuova struttura organizzativa semplificata, sosterranno la riduzione dei costi, promuoveranno lo sviluppo industriale e la crescita dei rendimenti con un profilo di rischio piu' contenuto, garantendo un Ebitda stabile e l'aumento dei flussi di cassa. Su queste basi, siamo impegnati ad aumentare il dividendo portando il payout fino al 65% nel 2018, mediante la crescita degli utili. Il nostro settore vive un periodo di significativo cambiamento, che apre a nuove ed interessanti opportunita' per un gruppo delle dimensioni e della forza di Enel".

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