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Energia e guerra in Iran, italiani in “panico” per l’aumento di prezzi di luce e gas

Se da una parte l’accordo sullo Stretto di Hormuz attenua le tensioni immediate sui mercati energetici, resta alta l’attenzione delle famiglie italiane verso possibili nuove oscillazioni dei prezzi

Energia  e guerra in Iran, italiani in “panico” per l’aumento di prezzi di luce e gas

Medio Oriente, la riapertura di Hormuz non frena la paura sull’aumento dei prezzi: i dati del nuovo Pulsee Luce e Gas Index realizzato con NielsenIQ

In un contesto internazionale segnato da continue tensioni geopolitiche, instabilità dei mercati energetici e incertezza sugli approvvigionamenti, si intensifica la necessità degli italiani di proteggere il bilancio familiare dai possibili rincari dell’energia. Dopo anni di crescente sensibilizzazione e interesse nei confronti del mercato energetico, una situazione mondiale instabile e che nuovamente ha generato preoccupazione nei consumatori li trova meglio preparati nella ricerca di strumenti concreti per proteggersi. È la fotografia che emerge dal Pulsee Luce e Gas Index, l’osservatorio sulle abitudini energetiche degli italiani realizzato in collaborazione con NielsenIQ, che ha dedicato la sua ultima ricerca all’impatto della situazione geopolitica sulla percezione dei prezzi dell’energia, i comportamenti di difesa adottati dalle famiglie e la domanda di soluzioni capaci di offrire protezione, controllo e prevedibilità.

I numeri disegnano un quadro inequivocabile, con l’86% degli italiani  che si dichiara preoccupato per nuove oscillazioni dei prezzi di luce e gas. L’82% ritiene probabile che l’andamento dei prezzi finirà per incidere in modo significativo sulla spesa familiare nei prossimi mesi. Una preoccupazione che non è solo percezione: oltre la metà del campione, il 53%, dichiara di aver già notato variazioni rilevanti nell’importo delle bollette, con una netta prevalenza di aumenti. L’energia domestica non è più una voce di spesa invisibile ma un tema che genera attenzione quotidiana e richiede risposte concrete.

Probabilmente in ragione di momenti già vissuti negli anni passati, i consumatori italiani si dimostrano meglio preparati: il 96% dichiara di aver adottato almeno un accorgimento per ridurre i consumi energetici negli ultimi mesi. Sette su dieci dichiarano di aver ridotto i consumi giornalieri facendo maggiore attenzione agli sprechi, il 45% ha spostato i consumi nelle fasce orarie più convenienti, il 40% si affida all’utilizzo di elettrodomestici efficienti. Ad affiancare i comportamenti individuali, spazio a soluzioni più strutturate capaci di combinare controllo, prevedibilità e convenienza: mentre l’87% considera fondamentale monitorare con attenzione i consumi domestici, l’11% degli intervistati ha già scelto offerte con prezzi più prevedibili nel tempo o con un tetto massimo di prezzo.  

Si conferma forte inoltre l’interesse verso l’autoproduzione di energia (72%), trainato dalla volontà di risparmio e autonomia energetica, ma ancora frenato dal costo iniziale elevato (52%). Guardando al futuro, il 71% degli italiani ritiene che crescerà l’attenzione della propria famiglia verso soluzioni energetiche più sostenibili e il 61% sarebbe interessato a ricevere supporto o consulenza mirata dal proprio fornitore per rendere la casa più efficiente.

In questo contesto, il concetto stesso di convenienza si sta trasformando. Non basta più il prezzo basso: gli italiani chiedono maggiore prevedibilità, chiarezza e protezione. Il 50% cerca un equilibrio tra risparmio e stabilità, il 22% preferisce una spesa stabile e senza sorprese anche quando non rappresenta l’opzione più economica. Solo il 15% punta esclusivamente al prezzo più basso accettando la variabilità. L’82% ritiene importante poter contare su soluzioni che limitino il rischio di aumenti eccessivi e il 35% degli italiani apprezzerebbe meccanismi capaci di proteggerlo dai forti rialzi, senza rinunciare alla possibilità di beneficiare dei cali di prezzo.

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