Metano, l’Ue valuta lo slittamento della stretta sulle importazioni: “Difficoltà nell’attuazione”
La Commissione europea valuta di rinviare l’entrata in vigore degli obblighi sulle importazioni di metano previsti dal regolamento Ue. L’annuncio arriva dal commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, secondo cui Bruxelles sta valutando lo slittamento alla luce delle difficoltà emerse nell’applicazione delle nuove regole. “Stiamo incontrando difficoltà nell’attuazione del regolamento sul metano. Ecco perché, dopo aver ascoltato la maggioranza dei Paesi Ue, ho incaricato i miei servizi di valutare la possibilità di posticipare l’entrata in vigore della parte relativa all’import”, ha spiegato Jorgensen al suo arrivo al Consiglio informale Energia di Dublino.
Gli obblighi sui controlli alle importazioni di metano dovrebbero scattare dal 2027. Un eventuale rinvio dovrà comunque passare dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Bruxelles esclude però che la valutazione rappresenti un ripensamento sulla strategia climatica. Jorgensen ha sottolineato che “non si tratta in alcun modo di un passo indietro rispetto alle nostre ambizioni” e ha definito il regolamento sul metano “un risultato di cui possiamo andare fieri”.
La possibile proroga viene motivata anche con l’esigenza di ridurre le incertezze in vista dei prossimi mesi. “Non ci troviamo di fronte a una crisi di sicurezza dell’approvvigionamento e non prevediamo che lo saremo, ma in vista di un inverno che si preannuncia difficile vogliamo cercare di eliminare ogni incertezza”, ha detto Jorgensen.
L’eventuale anno aggiuntivo dovrebbe inoltre essere utilizzato dagli Stati membri per prepararsi all’applicazione delle nuove regole. “Non voglio che allentiamo in alcun modo le nostre ambizioni e che, se dovessimo effettivamente farlo e se dovessimo posticipare la data di entrata in vigore, ciò dovrà avvenire a condizione che tutti gli Stati membri utilizzino quell’anno per assicurarsi di essere in grado di attuare le misure necessarie una volta trascorso quell’anno”, ha concluso il commissario.
Oltre 100 miliardi di costi energetici aggiuntivi
Nel suo intervento a Dublino, Jorgensen ha collegato la questione della sicurezza energetica alla dipendenza europea dalle importazioni di combustibili fossili: “Dall’inizio della crisi in Medio Oriente abbiamo ormai superato i 100 miliardi di euro di costi aggiuntivi per l’energia, senza ricevere nemmeno una molecola in più di gas o petrolio. Questo ci dimostra quanto sia grave per noi dipendere da fonti energetiche provenienti da altre parti del mondo. Dobbiamo liberarci da questa dipendenza e sostituire i combustibili fossili con energia prodotta localmente”.


