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Economia

 

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Eni in luce alla borsa di Milano, dove il titolo del cane a sei zampe alla vigilia dei risultati dei nove mesi fa meglio degli indici del listino e porta a casa l'1,07% a 17,99 euro. Il gruppo petrolifero, che nelle ultime sedute ha accusato un modesto calo (di poco superiore al 2%) che ha riportato il rialzo da inizio anno appena sotto il 3%, sembra poter resistere sia dell’incertezza delle quotazioni petrolifere (il future sul Wti texano scivola verso i 93 dollari al barile nei primi scambi di giornata a New York, col derivato sul Brent del Mare del Nord tornato invece a sfiorare i 108 dollari), sia alla correzione che sta interessando da un paio di giorni i mercati periferici europei come Milano e Madrid dopo alcune settimane di sovra performance rispetto alle maggiori piazze del vecchio continente.

Merito anche del giudizio positivo di BofA Merrill Lynch, che oggi ha confermato il proprio “buy” (acquistare) migliorando leggermente il target price da 19,4 a 19,6 euro per azione,  nonostante la conferma del nuovo stop alle forniture di gas dalla Libia verso l’Italia, attraverso il gasdotto Greenstream, controbilanciato dall’annuncio di una nuova joint venture tra l’azienda petrolifera malese Petronas e Versalis (controllata di Eni leader mondiale nel settore degli elastomeri) finalizzata alla produzione, vendita e commercializzazione di elastomeri presso la raffineria e il centro integrato di sviluppo di Petronas (Rapid) a Pengerang, in Malesia.

Sempre in giornata Eni ha anche di aver dato mandato a Barclays, Goldman Sachs International, Mediobanca, Morgan Stanley, Societe Generale e UniCredit Bank per organizzare il collocamento di una nuova emissione obbligazionaria benchmark a 8 anni, scadenza novembre 2021, a tasso fisso, e per riaprire il bond a 12 anni, settembre 2025, collocato in settembre. Entrambi i bond, destinati agli investitori istituzionali, saranno successivamente quotate in Lussemburgo. Con le due emissioni (ben assorbite dal mercato) il gruppo punta a ottimizzare ulteriormente la propria struttura finanziaria per quanto riguarda in particolare il rapporto tra indebitamento a breve e a medio-lungo termine e alla vita media del debito. Il bond a 8 anni è stato collocato per 800 milioni, la seconda tranche del titolo a 12 anni è stata invece da 300 milioni, sfruttando sia il rating di fascia alta del cane a sei zampe (“A3” per Moody’s, “A” per Standard & Poor’s, persino superiore a quello sovrano italiano), sia il rinnovato interesse per titoli di debito ad elevato rendimento di emittenti “periferici”.

Un interesse già testimoniato dal successo ottenuto da Atlantia (che il 22 ottobre ha collocato 750 milioni di euro di bond scadenza 2012 a fronte di oltre 3 miliardi di ordini, con un rendimento appena superiore al 3%) e dalla portoghese Edp (che ieri ha emesso 600 milioni di euro di bond scadenza 2021, che rendono il 4,125%) e che dovrebbe consentire di limitare il rendimento offerto agli investitori. Rispetto ad un’indicazione iniziale rispettivamente di 100 e ai 120 punti base di sovra rendimento rispetto al tasso midswap di pari durata, le previsioni sono infatti calate a metà giornata a 95-100 e 115-120 punti base, in entrambi i casi con un premio minimo (6-7 punti base) rispetto al “fair value” calcolabile dalle emissioni di bond Eni di durata comparabile già in circolazione.

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