Armani, un’eredità da 12 miliardi, ma il Fisco incassa appena qualche centinaio di milioni
L’eredità di Giorgio Armani non sarà una festa per il Fisco. Che cosa significa? Che a fronte di un patrimonio stimato da Forbes in quasi 12 miliardi, lo Stato incasserà molto meno del previsto: poche centinaia di milioni, lontani dal miliardo che ci si poteva aspettare. Le ragioni sono nelle regole fiscali italiane e nelle scelte fatte dallo stilista.
Il cuore del lascito è la Giorgio Armani Spa, che vale oltre 2 miliardi, e proprio quest’ultime, secondo un’analisi di Repubblica, se fosse passata agli eredi, non in linea retta, l’imposta sarebbe stata tra i 120 e i 160 milioni. Ma il 99,9% delle quote andrà invece alla Fondazione Armani, che per legge non paga tasse sulle successioni. Diverso il discorso per le azioni Essilux, quasi 2,5 miliardi in totale: il 40% andrà a Pantaleo dell’Orco, il resto a Rosanna Armani e ai nipoti Silvana, Roberta e Andrea Camerana. Qui l’imposta complessiva sfiora i 170 milioni.
Niente tasse invece sui 32 milioni in Btp lasciati all’amico Michele Morselli, perché i titoli di Stato sono esenti. Più complessa la parte immobiliare: le imposte si calcolano sul valore catastale, molto più basso di quello reale. La residenza di via Borgonuovo a Milano, per esempio, pesa sul Fisco meno di 10 milioni, con tasse per circa 700 mila euro da dividere.
Gli immobili italiani sono comunque concentrati nella holding del gruppo, con un patrimonio netto di 283 milioni: al massimo 20 milioni di imposte. Un valore che, come ricordano i legali, non riflette il mercato e riduce ancora il peso fiscale complessivo.

