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Economia
Bruxelles rimanda l'Italia a marzo. "Servono altri progressi"

Crescita zero nel trimestre/ Il Pil italiano si fermera' tra il -0,2% e il +0,2% nel quarto trimestre 2014.

Secondo l'Istat, proseguirà la fase di stagnazione dell'economia. Nella nota mensile, l'istituto di statistica spiega che per l'ultimo trimestre dell'anno l'indicatore anticipatore "mostra variazioni congiunturali ancora negative, sebbene di intensità ridotta nell'ultimo mese". La stima risulta coerente con il quadro delle previsioni macroeconomiche rilasciate il 3 novembre. Per il 2014 il rallentamento dell'economia e' quindi previsto pari a -0,3%, a sintesi di un contributo negativo della domanda interna al netto delle scorte, condizionata dalla brusca caduta degli investimenti, e di un modesto aumento del contributo della domanda estera. In questo scenario la crescita acquisita per il 2015 e' pari a -0,1%.

L'Italia "ha realizzato alcuni progressi per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni fiscali diffuse dal Consiglio nel quadro del semestre europeo 2014", ma il governo deve "compiere ulteriori progressi". E' quanto afferma la Commissione europea nell'opinione sulla bozza di bilancio 2015 dell'Italia. Si tratta dell'atteso giudizio sulla Legge di Stabilità che sta procedendo alla Camera, per la quale arriva un sostanziale via libera comunitario ma con l'impegno a fare di più nel prossimo futuro. Per l'Italia si prospetta infatti un "rischio di non conformità" con il Patto di Stabilità, tanto che la Commissione "valuterà la situazione a inizio marzo 2015" insieme a quella di Francia e Belgio dopo "l'approvazione delle leggi di bilancio e delle previste specifiche dei programmi di riforme strutturali" per cui i tre Paesi "si sono impegnati ai più alti livelli". Per l'Italia, si tratta di verificare gli impegni presi dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, con la lettera del 21 novembre.

Ai tre Paesi, il commissario Pierre Moscovici lancia un avvertimento: "Il tempo che resta non può essere tempo perso, bisogna che le cose avanzino da qui a marzo, o la Commissione non esiterà ad assumersi le sue responsabilità". L'Italia ha già fatto qualche progresso rispetto alle richieste di riforme per la riduzione del deficit strutturale, ma "riteniamo che qualche piccolo sforzo in più possa e debba essere chiesto" anche in un contesto di difficoltà economiche, ha aggiunto.

Il debito è il primo punto sul quale sono chiesti maggiori interventi all'Italia, visto che anche per il 2015 è prevista una crescita dello stock. Per far scendere il debito, invece, servono "politiche per aumentare la crescita, tenere la spesa primaria sotto stretto controllo aumentando l'efficacia della spesa pubblica, così come le previste privatizzazioni". Insieme a questo, gli "squilibri macroeconomici eccessivi" imputati all'italia riguardano le esportazioni e la disoccupazione.

Francia. Secondo Bruxelles, il governo transalpino deve correggere il bilancio strutturale di almeno lo 0,8% del Prodotto interno lordo, a fronte di un impegno di Parigi di una correzione dello 0,3%: la differenza è di 0,5 punti. "L'aggiustamento nel bilancio strutturale è previsto essere dello 0,3% del Pil, rispetto allo 0,8% raccomandato dal Consiglio Ue nel 2013. La Commissione invita dunque le autorità francesi a prendere le misure necessarie nell'ambito del processo di definizione della manovra per garantire che il bilancio del 2015 sia in linea con il Patto di stabilità e crescita," continua la nota, precisando che "le informazioni a disposizione indicano che la Francia per ora non ha preso misure efficaci per il 2014" . La nota aggiunge che "la Commissione studierà a inizio marzo la sua posizione riguardo agli obblighi della Francia".

Germania. Ad Angela Merkel si torna a chiedere uno sforzo per aumentare gli investimenti e stimolare i consumi interni. I conti pubblici tedeschi lasciano spazio per aumentare gli investimenti pubblici: rispetta le regole del Patto di Stabilità e crescita, constata l'esecutivo comunitario. "Tuttavia, il considerevole spazio fiscale, le esigenze di investimento e i tassi di interessi molto bassi (...) lasciano spazio per potenziare gli investimenti pubblici".

Promossi e rimandati. L'esercizio si è svolto su 16 dei 18 Paesi dell'area euro, con l'eccezione di Grecia e Cipro che sono coinvolti in programmi ad hoc di aggiustamento dei conti. Di fatto, i "promossi" in maniera netta, senza necessità di verifiche ulteriori, da parte della Commissione sono cinque paesi: i progetti di bilancio di Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Slovacchia "sono stati ritenuti conformi al Patto di Stabilità". Per quattro paesi (Estonia, Lettonia, Slovenia e Finlandia), i documenti programmatici sono stati ritenuti sostanzialmente conformi. Tuttavia, per sette paesi (Belgio, Spagna, Francia, Italia, Malta, Austria e Portogallo), i pareri della Commissione indicano un rischio di non conformità. La Commissione chiede ai due ultimi gruppi di paesi di adottare le misure necessarie nell'ambito della procedura nazionale di bilancio al fine di garantire che il bilancio 2015 sia conforme al patto.

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