Economia
Ex Ilva, buone notizie: l'Ue lancia il "salvagente" da 390 milioni di euro. Ok al prestito, tutti i dettagli
L’aiuto è stato giudicato compatibile con le norme europee sugli aiuti di Stato, a condizione che venga destinato esclusivamente alla copertura dei costi operativi e limitato a un periodo massimo di sei mesi.

Acciaierie d'Italia, la Commissione europea accoglie la richiesta del governo e concede un prestito da 390 milioni di euro
La Commissione europea ha autorizzato un prestito-ponte da 390 milioni di euro a favore di Acciaierie d’Italia, accogliendo la richiesta del governo italiano per sostenere temporaneamente il gruppo siderurgico nella delicata fase conclusiva della gara per l’individuazione di un nuovo operatore industriale.
Bruxelles ha riconosciuto il carattere d’urgenza dell’intervento, ritenuto necessario per evitare un’interruzione improvvisa delle attività dello stabilimento di Taranto, considerato il fulcro della produzione siderurgica nazionale e un presidio occupazionale strategico per migliaia di lavoratori. L’aiuto è stato giudicato compatibile con le norme europee sugli aiuti di Stato, a condizione che venga destinato esclusivamente alla copertura dei costi operativi e limitato a un periodo massimo di sei mesi.
Acciaierie d’Italia rappresenta oggi il principale produttore integrato di acciaio del Paese. Il gruppo conta otto siti tra impianti produttivi e servizi, con il polo di Taranto come struttura centrale. Qui si concentra la parte più significativa delle attività industriali: un’area di circa 15 milioni di metri quadrati, una forza lavoro di circa 8.000 dipendenti e una capacità produttiva che può raggiungere i 6 milioni di tonnellate di acciaio grezzo all’anno. Complessivamente, l’azienda impiega circa 10.000 persone e rifornisce comparti chiave dell’economia italiana, dall’automotive agli elettrodomestici, dalle costruzioni alle infrastrutture, fino agli imballaggi, all’ingegneria meccanica e al settore energetico.
La crisi
Negli ultimi mesi, tuttavia, la società è stata travolta da crescenti difficoltà finanziarie. Dallo scorso febbraio 2024 Acciaierie d’Italia si trova in procedura di insolvenza e sta attraversando un percorso di vendita, con una gara ancora in corso. L’obiettivo dell’esecutivo è concludere rapidamente il processo di cessione e trasferire le attività all’offerente selezionato. Nel frattempo, l’azienda deve far fronte a pesanti esigenze di liquidità per garantire la continuità operativa: dal pagamento dei fornitori agli stipendi dei dipendenti. Spese immediate, urgenti e non rimandiabili, a cui si farà fronte con il prestito di salvataggio autorizzato dalla Commissione europea, che consentirà allo stabilimento di proseguire la produzione nei prossimi mesi, evitando uno stop che avrebbe conseguenze economiche e sociali rilevanti.
