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Economia
Ex Ilva, Danieli contro Paul Wurth. La riconversione green è un rebus

I tedeschi di Paul Wurth contro gli italiani di Danieli. Il futuro della riconversione verde dei vecchi altiforni inquinanti dell’ex Ilva di Taranto per il momento (al netto di altri attori - anche gli americani sono potenziali concorrenti ma è difficile che scendano in campo - che decidano di partecipare alla gara) passerà da questa sfida. Una contesa che, secondo quanto riferiscono ad Affaritaliani.it alcune fonti vicine al dossier, entrerà nel vivo con il bando di gara targato Mise in arrivo in autunno. 

Rumors dell'ultima ora da Taranto/ Sarà vero? Dall'ex Ilva rimbalza che il chief operating officer Loris Pascucci, il capo tecnico dell'acciaieria, ex Paul Wurth, sia finito nel mirino della Morselli e in uscita...

I primi a prenotarsi per la gara sono stati i friulani di Danieli, che già servono grandi clienti come gli Emirati, gli Stati Uniti, la Russia, l’Egitto e il Giappone, fornendo la tecnologia brevettata della riduzione diretta e dei forni elettrici digitali. Gruppo che a febbraio, per giocare in attacco la partita mondiale miliardaria della riconversione degli altiforni inquinanti (oltre metà degli impianti siderurgici in giro per il globo), ha dato vita a un consorzio tutto italiano con Saipem e Leonardo per mettere in piedi il relativo sistema digitale di alimentazione dei forni al 100% con energia rinnovabile. 

Ieri, nella partita ha fatto capolino anche Paul Wurth Italia (ex Italimpianti, controllata al 100% dal gruppo teutonico con sede però in Lussemburgo), in tandem con l’italiana Fincantieri, in un ruolo da general contractor a caccia di ricavi dopo due bilanci di fila chiusi in perdita e che, mentre il mercato della cantieristica prova con fatica a girare pagina dopo la pandemia, a Taranto ha messo gli occhi anche sulla ghiotta partita del rinnovamento del porto. Tant’è che, secondo alcune indiscrezioni, il numero uno di Fincantieri Giuseppe Bono non avrebbe gradito per niente a febbraio il closing dell’accordo, tutto tricolore, sull’acciaio fra Danieli, Saipem e Leonardo. 

Giancarlo Giorgetti
 

Con il prossimo ingresso dell’ex Saipem Stefano Cao nel nuovo consiglio di amministrazione di AmInvestco nell’era del coinvestimento Invitalia-Mittal, il primo consorzio ha già piantato con successo una bandierina nel risiko tecnologico dell’ex Ilva, dove in ballo ci sono i miliardi del Recovery Fund europeo destinati alla riconversione degli impianti siderurgici per risolvere l’annoso trade-off ambiente-produzione. E, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, un mese fa i tecnici di Danieli hanno già avuto un faccia a faccia con il ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti che ha tenuto per sé (non delegando cioè la nuova responsabile delle crisi aziendali al Mise Alessandra Todde) la titolarità del dossier

La presenza di Paul Wurth-Fincantieri (nel memorandum anche ArcelorMittal Italia a cui competerà la verifica di fattibilità produttiva) nella partita legittimerà il ricorso necessario alla gara per l’assegnazione dell’appalto miliardario di riconversione del ciclo integrale dell’acciaio a Taranto. Ma sugli aspetti tecnici core e cioè la costruzione dei nuovi forni non inquinanti ci sono alcuni punti interrogativi.

(Segue: la tecnologia Midrex di Paul Wurth e quella dei forni elettrici digitali di Danieli)

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