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Ex Ilva, il cuore d’acciaio di Taranto brucia sui tavoli di Palazzo Chigi. Poi la partita alla Corte d’Appello, le tappe

Il 16 settembre è la data ultima utile per evitare lo spegnimento degli impianti del siderurgico di Taranto

Ex Ilva, il cuore d’acciaio di Taranto brucia sui tavoli di Palazzo Chigi. Poi la partita alla Corte d’Appello, le tappe

Ex Ilva, doppio vertice a Palazzo Chigi: prima le imprese, poi i sindacati. Ma il 16 settembre potrebbe essere il giorno decisivo

Saranno due i tavoli convocati da Palazzo Chigi per il pomeriggio dell’8 settembre nella Sala Verde, entrambi dedicati alla situazione dell’ex Ilva e al futuro di Taranto. Il primo appuntamento è fissato alle 16 con le rappresentanze delle imprese. Si tratta, si legge nella convocazione inoltrata dal capo di gabinetto del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, di una “riunione con una delegazione del Governo su progetti concreti per lo sviluppo dell’area di Taranto”. Al tavolo sono stati invitati i vertici delle principali associazioni imprenditoriali: Emanuele Orsini per Confindustria, Cristian Camisa per Confapi, Marco Granelli per Confartigianato, Carlo Sangalli per Confcommercio e Nico Gronchi per Confesercenti. Per l’Alleanza delle Cooperative Italiane parteciperanno inoltre i presidenti Giovanni Schiavone di Agci, Maurizio Gardini di Confcooperative e Simone Gamberini di Legacoop, insieme a Dario Costantini di Cna e Giacomo Basso di Casartigiani. Alle 17.30 sarà invece la volta del tavolo con i sindacati metalmeccanici: Fim, Fiom, Uilm, Usb, Ugl e Federmanager.

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I due incontri dell’8 settembre precederanno di poche ore un altro passaggio chiave per il futuro dello stabilimento. Nel pomeriggio del 9 settembre, a Milano, la Corte d’Appello è infatti chiamata a discutere le due istanze di sospensiva presentate dalle amministrazioni straordinarie di Ilva e di Acciaierie d’Italia contro la fermata dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto, disposta dalla stessa Corte con un decreto del 27 luglio. Il provvedimento prevede una scadenza di 90 giorni, quindi entro la fine di ottobre.

Ma per Acciaierie d’Italia la partita potrebbe diventare decisiva molto prima: nella sua istanza, la società ha indicato nel 16 settembre la data ultima utile per evitare lo spegnimento degli impianti del siderurgico di Taranto, sostenendo che la fermata provocherebbe danni irreversibili oltre a un rilevante impatto sull’occupazione. Si apre così una settimana decisiva per Taranto, con il Governo chiamato a confrontarsi da un lato con imprese e sindacati e, dall’altro, con una partita giudiziaria che potrebbe incidere direttamente sulla continuità produttiva dell’ex Ilva.

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