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Economia
Farmindustria cerca giovani: 2 mila assunzioni in tre anni

Nei prossimi tre anni, Farmindustria e' pronta a investire almeno un miliardo e mezzo di euro, di cui 470 milioni gia' dichiarati, e a creare duemila nuovi posti di lavoro per i giovani. L'annuncio e' venuto nel corso dell'assemblea pubblica dell'Associazione delle imprese del farmaco di Confindustria, in corso questa mattina a Roma.

Un'inversione di tendenza, rispetto alle attuali condizioni economiche del Paese, quella annunciata da parte di un settore competitivo a livello internazionale, sottolinea Farmindustria, come dimostrano le aziende a capitale italiano, con 50 acquisizioni e 300 insediamenti fuori dai confini nazionali negli ultimi quindici anni, e quelle a capitale estero, che hanno una forte presenza in Italia con poli mondiali per la produzione e la ricerca.

Complessivamente, il settore farmaceutico conta 174 fabbriche; 62.300 addetti (il 90% dei quali laureati o diplomati), 5.950 dei quali impiegati nel settore ricerca e sviluppo; 28 miliardi di euro di produzione (il 71% della quale destinato all'export) e 2,3 miliardi di euro di investimenti (1,2 in R&S e 1,1 in produzione). Per i farmaci, prosegue Farmindustria, lo Stato spende, in tutti i canali di distribuzione, 16 miliardi di euro l'anno, pari a 74 centesimi procapite al giorno e al 15% della spesa sanitaria effettiva nel 2013. Considerando quella territoriale e quella ospedaliera, la spesa pubblica per i medicinali in Italia risulta piu' bassa che nella media dei grandi Paesi Ue del 27% (270 euro pro capite rispetto ai 370); diminuita dal 2006 al 2013 del 4%, mentre il totale della spesa sanitaria e' aumentato del 7%, con punte di oltre +21% per altri beni e servizi acquistati dal SSN; diminuita anche in percentuale sul PIL, in controtendenza rispetto alle altre voci di spesa sanitaria.

Inoltre, da anni ormai, ha sottolineato Scaccabarozzi, "come dimostrato da analisi del Cergas dell'universita' Bocconi, i prezzi in Italia sono piu' bassi che nei Paesi europei, sia per i prodotti con copertura brevettuale sia per quelli a brevetto scaduto. Dal 2001 al 2013 - ha precisato - i prezzi dei medicinali rimborsabili sono scesi del 44% (-3,2% nel 2013)". Il comparto e', inoltre, primo tra i big Ue per produzione procapite e per contributo al PIL. Considerando, infatti, le imprese del farmaco e il loro indotto, il valore complessivo di investimenti, stipendi e tasse pagate (13,7 miliardi di euro) supera il ricavo dell'industria derivante dalla spesa pubblica per medicinali (12,1 miliardi).

L'industria farmaceutica, ha ricordato infine il presidente di Farmindustria, puo' contare su un indotto hi-tech molto competitivo, con 64mila addetti, che genera sul territorio 14,7 miliardi di produzione, 4,6 miliardi di valore aggiunto, 1,8 miliardi di stipendi e circa un miliardo di investimenti, che si sommano al contributo diretto della farmaceutica all'economia nazionale. Se si considera anche la filiera, cioe' il segmento a valle della farmaceutica, emerge che nella distribuzione intermedia (compreso il suo indotto) lavorano oltre 12mila addetti e nelle farmacie 83mila. La somma di occupati diretti, indotto e filiera e' quindi pari a 222mila.

Con questi presupposti, ha tenuto a sottolineare Scaccabarozzi, "l'Italia potrebbe diventare l'hub farmaceutico d'Europa", ma per farlo e' necessario "velocizzare le procedure burocratiche riferite ai nuovi investimenti; accelerare l'accesso all'innovazione, frenato da troppi vincoli nazionali e regionali; aiutare le imprese a utilizzare i Fondi europei per produzione e R&S; individuare sistemi premiali per i prodotti che contribuiscono agli investimenti; rendere piu' veloci le ispezioni ai siti produttivi. Interventi da accompagnare a una revisione del Titolo V della Costituzione, per riportare 'al centro' e omogeneizzare la politica farmaceutica "oggi suddivisa in 21 realta' territoriali - ha ricordato il presidente di Farmindustria - con pesanti conseguenze per i pazienti" in termini di qualita' dell'assistenza e di disponibilita' di farmaci. Il Premier, Matteo Renzi; il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e i governatori di Lombardia e Lazio, Roberto Maroni e Nicola Zingaretti, hanno dimostrato ripetutamente di credere nel settore e di considerarlo un importante asset industriale ad alta tecnologia. E' appena iniziato il semestre di presidenza italiano in Europa, un'ottima occasione - ha ricordato - per dimostrare quanto vale l'Italia e quanto valgono le industrie. Le imprese del farmaco, consapevoli della loro eccellenza a livello internazionale - ha concluso Scaccabarozzi - sono pronte a raccogliere la sfida".

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