Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Poltrone Fed/ Per la successione a Bernanke guadagna quota la candidatura di Summers

Poltrone Fed/ Per la successione a Bernanke guadagna quota la candidatura di Summers

 

 

yellen summers 500


Occhi puntati sulla Federal Reserve: a destare l’attenzione di analisti e investitori non è solo la possibile decisione (che potrebbe già giungere al termine del Fomc in programma il 17 e 18 settembre prossimi) di avviare il “tapering”, ossia il graduale rallentamento degli acquisti di bond sul mercato che finora sono proceduti al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese ma che alcune case d’investimento, come Societe Generale, iniziano a pensare possano rapidamente essere azzerati (per gli analisti francesi già entro marzo-aprile del prossimo anno), stante l’elevata probabilità che la disoccupazione, scesa al 7,3%, torni nei mesi entranti sotto la soglia del 7% indicata come tetto massimo dalla stessa Federal Reserve (che nel proprio statuto ha sia il compito di evitare una eccessiva crescita dei prezzi al consumo, sia di favorire il pieno impiego e la massima crescita economica possibile).

La sensazione è infatti che col rientro alla normale operatività dopo la pausa estiva si sia entrati nella “volata finale” per designare il successore di Ben Bernanke, destinato a terminare il suo secondo e ultimo mandato il prossimo 31 gennaio, sulla poltrona di presidente della Riserva Federale, una poltrona alla quale sembrava destinata “naturalmente” Janet Yellen, attuale vice di Bernanke (il suo mandato da vicepresidente scadrà nell’ottobre del 2014, quello da membro del board della Fed il 31 gennaio 2024), economista di fama mondiale, professore emerito dell’Università di Barkley e già a capo della Fed di San Francisco.

Considerata una “colomba” la Yellen può ancora giocarsi la carta della migliore conoscenza della “macchina” della Federal Reserve, ma non sembra così in buoni rapporti con l’amministrazione Obama da poter dormire sonni tranquilli. In questi ultimi giorni, anzi, la stampa americana è tornata a fare con insistenza il nome di Lawrence (“Larry”) Summers, che Barack Obama conosce decisamente meglio essendo stato il direttore del Consiglio economico nazionale dal 2009 al 2010.

*BRPAGE*

Anche Summers può del resto vantare un “cursus honorum” di tutto rispetto, essendosi occupato di finanza pubblica, economia del lavoro, economia finanziaria e macroeconomia ed essendo considerato tra i 20 più importanti economisti viventi al mondo.  Qualche dubbio tuttavia resta circa la sua idoneità al ruolo di banchiere centrale americano. Summers in passato ha lavorato per la Banca mondiale (di cui è stato chief economist dal 1991 al 1993) e per il Tesoro arrivando a sostituire Robert Rubin quale Segretario al Tesoro durante il secondo biennio del secondo mandato di Bill Clinton alla Casa Bianca (dal 1999 al 2001).

Un’esperienza politica conclusa la quale Summers è tornato ad Harvard in qualità di Presidente, rimanendo in carica sino al 2006 prima di dimettersi per una serie di polemiche sulla sua gestione e per via di alcune a dir poco infelici affermazioni circa le presunti “minori capacità innate” delle donne in alcuni campi di studio come l’ingegneria. Anche l’esperienza con l’amministrazione Obama si è conclusa, tre anni fa, con un ritorno ad Harvard, ma molti dubbi restano circa la sua capacità di governare l’ente da cui dipende la politica monetaria statunitense e in buona misura la forza del dollaro e della ripresa a stelle e strisce.

Obama dovrà dunque scegliere: nominare la prima donna alla guida della Fed o giocarsi la carta del “fidato” Summers? La Yellen, secondo la stampa Usa, sembra rassegnata a dover continuare ad essere un “numero due” per quanto di lusso, ma nel mondo politico americano le donne stanno conquistando ogni giorno terreno e non è detto che la partita sia già chiusa.

Luca Spoldi