I conflitti in corso tra Ucraina e Medio Oriente non hanno portato a un’ondata di cancellazioni negli hotel e le strutture ricettive alberghiere in Italia, anche se si registra un rallentamento delle prenotazioni, soprattutto quelle provenienti dal mercato Usa. Federalberghi, durante l’Assemblea annuale, riflette sulle tendenze in vista della prossima estate e chiede al governo di intervenire in materia di caro energia, per non rischiare di avere problemi durante l’alta stagione. L’associazione sottolinea che, negli ultimi anni, il mercato ricettivo italiano, ha dovuto già supplire alla forte contrazione dei flussi turistici provenienti dalla Russia, ora si deve confrontare con le tensioni in Medio Oriente.
É la guerra, appunto, a condizionare strategie e previsioni per i mesi a venire. I conflitti in corso dall’Ucraina ma soprattutto dal Medio Oriente “possono incidere sui flussi turistici diretti verso il nostro Paese, soprattutto su quelli provenienti dai mercati d’oltreoceano, che più di altri risentono di una percezione di instabilità, di incertezza nei collegamenti e del clima generale di tensione”, sottolinea il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. In vista dell’estate 2026, rassicura “non abbiamo grandi cancellazioni, ma stiamo vedendo un rallentamento dal mercato straniero, soprattutto americano. Il mercato nord americano è importantissimo per capacita’ di spesa”. Dobbiamo ricordarci che “se siamo in grado di attrarre turisti ne beneficia tutta l’economia”. Ma occorre al più presto “intervenire per sterilizzare gli effetti di questo shock esogeno che potrebbero essere gravi e di lunga durata”.

