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Economia

 

 

Senza lavoro/ Rimborsi sotto l'albero di Natale per 96 mila contribuenti disoccupati. Sono in arrivo 75 milioni di euro di rimborsi Irpef per chi ha perso il lavoro ma, in base ad alcune novità introdotte, ha potuto comunque presentare il modello 730 entro settembre. L'annuncio è dell'Agenzia delle Entrate, che ha così attuato in fretta le nuove norme relative ai rimborsi con il 730.

A partire dal 15 dicembre - spiega l'Agenzia - i contribuenti che hanno comunicato il proprio codice Iban, riceveranno i rimborsi direttamente sul proprio conto corrente. Per tutti gli altri contribuenti, a partire dal 21 dicembre, saranno, invece, disponibili presso gli uffici postali i rimborsi in contanti.

 

Una sorpresa tutta italiana. Gli imprenditori guadagnano meno dei lavoratori dipendenti, secondo quanto emerge infatti dal nuovo report del Dipartimento delle Finanze sui contribuenti in base al reddito prevalente. Dei 41,3 milioni di contribuenti in totale, infatti, oltre 20 milioni detiene un reddito prevalente da lavoro dipendente e percepisce 20.680 euro l'anno. Gli imprenditori invece, cioè coloro che hanno un reddito d'impresa prevalente, sono circa 1,5 milioni per un valore medio di 20.469 euro.

Dei 41,3 milioni di contribuenti, il 49% ha prevalentemente un reddito da lavoratore dipendente e solo il 5% sono lavoratori autonomi. Dall'analisi, svolta per la prima volta sulla base del reddito prevalente dei contribuenti e relativo alla dichiarazione presentata nel 2012 (anno d'imposta 2011), emerge in particolare che 20,1 milioni sono lavoratori dipendenti e 14 milioni (ossia il 34% del totale), vale a dire più di un contribuente su tre, ottiene il suo reddito prevalente da pensione. Solo il 5%, 2,1 milioni, dichiara un reddito derivante dall'esercizio di attività d'impresa o di lavoro autonomo. Chi dichiara prevalentemente reddito da fabbricati è il 5% (oltre 2 milioni), e 1,4 milioni (più del 3%) dichiara reddito da partecipazione (ossia soci di società di persone). Di conseguenza, l’83% dei contribuenti italiani detiene prevalentemente reddito da lavoro dipendente o pensione.

Nei 20.680 euro medi, dall’analisi emerge che oltre il 46% dei lavoratori dipendenti opera nei settori dei servizi (rispettivamente il 26% nel ‘commercio, trasporti e comunicazioni’ e il 20% nelle ‘attività professionali, finanziarie e altri servizi’), il 23% nella ‘pubblica amministrazione’ e il 20% nell’industria. Il reddito medio da lavoro dipendente dei settori dell’industria (24.048 euro) e della pubblica amministrazione (23.169 euro) è superiore rispettivamente del 16% e del 12% rispetto al reddito medio nazionale.

Le persone che legano il loro reddito alla pensione sono più di 14 milioni (93% di coloro che dichiarano reddito da pensione) e dichiarano un reddito medio di 15.790 euro. Rilevante è in questo caso la percentuale di casi di compresenza con redditi da terreni e fabbricati (53%). Le imprese familiari sono circa 175.000 e sono localizzate prevalentemente in Lombardia e Veneto. I contribuenti che dichiarano un reddito complessivo maggiore di 100.000 euro (oltre 25.000 imprenditori) operano prevalentemente nelle attività ‘farmaceutiche’ (14,9%) e di ‘promozione finanziaria’ (9,1%).

Infine, i soggetti con reddito da lavoro autonomo prevalente sono circa 570.000 (83% di coloro che dichiarano tale reddito). Rilevante è la percentuale di coloro che detengono oltre al reddito da lavoro autonomo quello da lavoro dipendente (10%). Se si considerano i lavoratori autonomi con reddito complessivo maggiore di 100.000 euro (circa 77.000 soggetti) emerge che la metà opera in tre attività economiche: studi medici, poliambulatori e studi legali.

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