Fisco, Cavallaro: liti tributarie valgono 32 mld nel 2016
Il valore delle liti tributarie si e’ mantenuto stabile a circa 32 miliardi di euro nel 2016. E’ il dato fornito dal presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, Mario Cavallaro, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario tributario. Cavallaro ha segnalato “l’ormai consolidato fenomeno di un aumento del valore medio dei giudizi, pari a 112.363 euro per quelli delle Corti tributarie provinciali e 194.104 euro per quelle regionali”.
Fisco, Cavallaro: 468.839 processi pendenti tributari 2016
I processi pendenti tributari al 31 dicembre 2016 sono in totale 468.839, a fronte dei 530.521 del 2015, di cui 318.192 nel grado provinciale e 150.647 in quello regionale. SEcondo Cavallaro, i nuovi processi iscritti a ruolo nel corso del 2016 sono stati 232.992 di cui 164.101 nel grado provinciale e 68.891 in quello regionale. Nell’anno sono state decise controversie per un totale di 294.289 di cui 232.077 del grado provinciale e 62.212 di quello regionale.
Fisco, recupero arretrato tributario raddoppiato rispetto 2015
Forte recupero dell’arretrato tributario nel 2016: si e’ attestato al 12%, raddoppiando quasi il rispetto al 2015. “I dati parlano da soli – ha sottolineato Cavallaro – si tratta di una giurisdizione laboriosa e virtuosa che non accumula arretrato e che anzi ha un indice di smaltimento superiore a quello degli ingressi, confermando un forte recupero dell’arretrato, quest’anno attestatosi su un ottimo 12%, percentuale quasi doppia rispetto al precedente periodo”. Secondo Cavallaro “questo risultato straordinario non e’ in alcun modo intaccato dalla diminuzione rispetto al 2015 del numero complessivo degli ingressi (pari a -1% nel grado regionale e a -13% in quello provinciale) poiche’ comunque imponenti sotto il profilo quantitativo e di grande rilievo sotto il profilo della consistenza rimangono gli affari trattati”.
Fisco, Canzio, macigno da 50 mila cause arretrate
Oggi abbiamo “un macigno da 50 mila cause arretrate. E’ il momento in cui Parlamento ed istituzioni ne prendano atto”, ha aggiunto il primo presidente della Cassazione, Giovanni Canzio, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario 2017 a Roma. “Se si e’ in presenza di una vera emergenza, chiediamo provvedimenti emergenziali a chi ne ha la responsabiltia’. La Cassazione civile non puo’ diventare Cassazione tributaria”, ha concluso il presidente Canzio.
Fisco, Canzio: 4 su 10 sono ricorsi tributari
“Quattro su dieci sono ricorsi in materia tributaria. Oggi, dopo 17 anni, abbiamo una pendenza di oltre 105-106 mila ricorsi, non e’ tutta ascrivibile al contenzioso tributario, ma ha una buona responsabilita’”, ha spiegato Canzio.
Fisco, Casero: valutiamo rottamazione liti pendenti
Il governo valuta la ‘rottamazione’ delle liti tributarie pendenti sul modello della rottamazione delle cartelle esattoriali gia’ varata. E’ quanto ha annunciato il vice ministro dell’Economia, Luigi Casero, in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario tributario in Cassazione. “Nell’ottica dell’abbattimento dell’arretrato – ha affermato Casero – stiamo pensando alla definizione delle liti pendenti basata sui principi della rottamazione delle cartelle esattoriali che possa consentire di abbattere il contenzioso pendente in tutti i gradi di giudizio”.
Fisco, l’Unione Nazionale Consumatori: italiani costretti ad andare fino in Cassazione
Secondo i dati resi noti oggi, gli italiani nel 2016 hanno “litigato” col fisco per 32 miliardi e 4 ricorsi su 10 in Cassazione negli ultimi 5 anni sono relativi alla materia tributaria.
“Se gli italiani sono costretti ad arrivare fino in Cassazione contro le decisioni delle commissioni regionali è perché evidentemente ritengono di aver subito un’ingiustizia ed i gradi di giudizio precedenti non sono bastati ad aver ragione. La prima di riforma da fare, quindi, è quella di rendere le norme fiscali più chiari e semplici e fare in modo che il contribuente possa far valere fin da subito i suoi diritti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Qualche passo avanti si è fatto nel 2016 con la promozione della compliance, ma gli adempimenti spontanei funzionano se il contribuente pensa di aver torto, non ragione” conclude Dona. L’UNC ricorda che nel 2016 si sono ridotti i contribuenti che si sono rivolti alla Commissione tributaria provinciale, 85mila a fronte dei 107mila ricorrenti del 2015, – 20%. Ma questi passi avanti, come attestano i dati di oggi, evidentemente non sono sufficienti
