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Economia
Fitch: bene la rapida elezione di Mattarella

La rapida elezione del nuovo presidente italiano dovrebbe permettere al Governo e al Parlamento di concentrarsi sulle riforme economiche ed istituzionali. Cosi' Fitch in un comunicato. L'agenzia di rating sottolinea che l'attuazione di riforme che rafforzino la crescita andrebbe a sostegno del profilo di crescita sovrano della Penisola. Al momento le prospettive di crescita di breve termine della Penisola sono fragili e questa e' una debolezza ai fini del rating. Fitch d'altro canto riconosce che nell'anno da quando si e' insediato il Governo Renzi ha fatto progressi sul fronte delle riforme strutturali.

"La rapida e chiara conclusione" dell'elezione del Presidente della Repubblica con voti ben superiori alla maggioranza prevista "evita la volatilita' politica che ha caratterizzato la politica italiana negli ultimi anni ed e' stata causa di incertezza sulla durata dei Governi e la loro capacita' di fare riforme", rileva poi Fitch. La decisione unilaterale di Renzi di nominare Mattarella potrebbe d'altro canto creare tensioni con Ncd e Forza Italia. Il partito di Silvio Berlusconi, in particolare, ora potrebbe essere meno propenso a sostenere Renzi nelle riforme costituzionali ed elettorali. Secondo Fitch, quindi, "le scelte politiche potrebbero continuare a riflettere negoziazioni all'interno e tra i maggiori partiti". Nel dare atto del cammino di riforma compiuto dal Governo Renzi, l'agenzia cita il Jobs Act e sottolinea che le riforme possono contribuire al miglioramento della fiducia e degli investimenti, ma di solito danno frutti in termini di crescita solo nel medio termine. Nel breve periodo l'outlook e' fragile. Poiche' le debolezze strutturali di vecchia data hanno ridotto la crescita potenziale, "la spinta che verra' nel 2015 dal calo dei prezzi del petrolio, dall'allentamento della politica della Bce (incluso il Qe) e dalla flessione dell'euro potrebbe essere limitato". I recenti dati dell'Istat in materia di disoccupazione (12,9% a dicembre) e inflazione (-0,6% a gennaio) implicano una crescita nominale minima per il Pil ed introiti ridotti per il bilancio, il che conferma "i rischi di downside alle previsioni di una ripresa debole nel 2015", con un Pil in progresso dello 0,6%. Senza un ritorno a una crescita del Pil e a ampi surplus primari - torna ad ammonire Fitch - sara' piu' difficile ridurre l'elevartissimo debito/Pil". L'agenzia nello scorso ottobre ha confermato il rating sovrano dell'Italia a 'BBB+' con outlook stabile.

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