“Si parte dal disegno di legge Siri, ovvero quello che abbiamo presentato in campagna elettorale. Questa è la base di partenza”. Il vice-ministro dell’Economia, il leghista Massimo Garavaglia, interpellato da Affaritaliani.it, parla del provvedimento della flat tax che Matteo Salvini proprio oggi ha annunciato di voler portare al prossimo Consiglio dei ministri.
“La flat tax – spiega Garavaglia – è per le famiglie, poi per le imprese la nostra intenzione è quella di proseguire nell’abbassamento della pressione fiscale attraverso il regime dei forfettari, proseguendo quanto iniziato con la Legge di Bilancio approvata a fine 2018, e la riduzione dell’Ires”.
L’ipotesi circolata finora è quella di una tassa piatta fino a 50mila euro di reddito familiare. “Vediamo se si riesce a fare qualcosa in più. Lo vedremo quando sarà il momento di far quadrare tutto il provvedimento”, afferma il vice-ministro dell’Economia.
Per quanto riguarda i costi dell’operazione che il segretario del Carroccio e vicepremier ha battezzato choc fiscale, Garavaglia spiega che “il primo nucleo, quello della flat tax per le famiglie, costa circa 10-12 miliardi di euro. Dopodiché, per quanto riguarda il resto dell’abbassamento della pressione fiscale, dipenderà da quanto si riesce a fare subito e dalla progressione negli anni”.
“L’obiettivo – spiega l’esponente della Lega – è l’entrata in vigore della riforma dal primo gennaio del 2020”.
Garavaglia esclude che possano esserci problemi con l’Unione europea legati al possibile deficit per finanziare la flat tax e l’abbassamento della pressione fiscale per le imprese. “Il deficit c’è sempre, basta stare nel disegno concordato con Bruxelles e che problema c’è?”.

