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Economia
Flat Tax Usa. Una riforma che favorisce le grandi corporation, come Amazon

La battaglia politica verso l’elezione del nuovo presidente americano è già iniziata, ed è senza esclusione di colpi.

Dopo la richiesta di impeachment (in aula oggi per il voto alla Camera), richiesta che secondo molti osservatori non avrà gli effetti sperati dai Dem sul trend di voto, ecco pronto un nuovo attacco contro un’altra legge a firma Trump, l’innovativa flat tax .

 

L’attacco è contro una riforma che sembra, da un recente studio, dare la possibilità alle grandi realtà industriali del Paese di pagare un livello di tasse davvero basso.

La flat tax Usa sembra favorire troppo le big companies americane

‘La grande riforma fiscale di Donald Trump, già dal primo anno, ha favorito fortemente le grandi aziende americane che hanno trovato il sistema di pagare ancora meno tasse’ è infatti il sorprendente risultato dell’analisi dell’Istituto di Tassazione e Politica Economica americano fatto su quasi 400 grandi realtà industriali del Paese.

 

La flat tax voluta dal Presidente americano ha abbassato le tasse dal 35% al 21% ma le grandi Corporation del calibro di Amazon, Chevron ed Starbucks sembrano non ancora del tutto soddisfatte. 

 

Infatti, come conferma lo studio, con pratiche di ingegneria finanziaria ( deduzioni, incentivi fiscali e altro) permesse dalla nuova legge, hanno potuto pagare ancora meno imposte rispetto al minimo richiesto.

La flat tax sembra favorire troppo le big companies americane

Le sorprese infatti presentate nell’analisi hanno rivelato che ben 56 big companies hanno pagato una tassa effettiva tra lo 0% e il 5% con un risparmio, prima delle imposte, di 765000 milioni nel 2018.

 

Lo studio, cavalcato decisamente dai democratici per ‘rimodellare’ il progetto e usarlo in campagna elettorale, rivela che se il trend del ‘pagare meno’ andasse avanti in questo modo (e nessun segnale indica che potrebbe cambiare), il fisco americano raccoglierebbe quasi 75000 milioni di imposte in meno.

 

Nella lista di quelli che hanno saputo utilizzare al meglio la legge ci stanno tutti i settori industriali.

Come rivela lo studio nel 2018 nell’elenco non mancano colossi del calibro di DowDupont, General Motors, Fedex ,Levi Strauss o Netflix. Tutte inserite nella prestigiosa lista di Fortune 500.

 

Colossi che confermano come la riforma fiscale del Presidente sia nettamente a favore delle grandi realtà industriali.

Simili livelli di tasse risultano i più bassi da quando è partita l’analisi del fisco, oltre trent’anni fa.

La flat tax sembra favorire troppo le big companies americane

La richiesta più importante di modifica della nuova legge fiscale ( leggasi smantellamento) è quella di modificare le disposizioni che permettono alle big companies di usare i grandi investimenti di capitale per ridurre la pressione fiscale.

 

Riusciranno o meno i democratici a far pagare di più le grandi società e a modificare una riforma che  sembra essere stata una delle spinte per la crescita dell’economia americana?

 

La risposta, molto probabilmente,la si avrà soltanto dopo le elezioni di novembre.

 

Per il momento i giganti americani se la godono, pagano meno, invidiati da tante imprese mondiali, prime fra tutte le italiane in Italia sommerse da una pressione fiscale fra le più alte al mondo.

 

 

 

 

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