Dopo Sephora tocca a Fnac. Si riapre in Francia il problema del lavoro domenicale, con la richiesta del numero uno del colosso dei libri e della musica, Alexandre Bompard, di poter tenere i propri store aperti anche il settimo giorno della settimana.
Il manager ha infatto annunciato l’intenzione di scrivere una lettera al governo in cui chiederà la deroga anche per le imprese della cultura come già esiste per il bricolage e l’arredamento.
“Il nostro settore deve contrastare la spietata concorrenza dell’e-commerce che non conosce pause domenicali” ha spiegato il manager, aggiungendo che “Amazon genera il 25% del suo fatturato proprio in quel giorno”.
“Non vedo perché bricolage è mobili, che subiscono una concorrenza solo marginale da parte di internert (il 3% appena per il fa da te), è permesso restare aperti mentre a noi no”, ha ribadito.
Bompard aveva già manifestato alla BBC nell’ottobre del 2013 il suo desiderio. “Non ogni domenica e non tutti i 110 negozi Fnac, ma quelli in cui vi è più domanda”, aveva spiegato, ovvero la dozzina di store parigini e quelli nelle grandi città. “Le aperture domenicali prevedrebbero ovviamente delle integrazioni salariali e non solo per i dipendenti”, ha sottolineato ancora.
