Le borse europee chiudono contrastate in linea con l’andamento incerto di Wall Street, che ancora deve prendere le misure alle conseguenze del ‘sequester’, i tagli alla spesa automatici da 85 miliardi di dollari scattati in Usa nel fine settimana per l’incapacita’ del Congresso di trovare un compromesso sulla materia. Pesa anche il calo dell’indice Sentix sulla fiducia degli investitori nell’Eurozona, che ha interrotto il trend positivo. E perdura la preoccupazione degli investitori per la confusa situazione politica in Italia. L’incertezza politica continua a far allargare anche allo spread. Il differenziale di rendimento tra Btp decennali e omologhi tedeschi termina la seduta a 346 punti, dopo aver toccato in apertura un massimo di 351 punti, un livello al quale non si assisteva dallo scorso autunno. Il rendimento e’ al 4,87%. Lo spread Bonos/Bund si attesta a 368 punti per un tasso del 5,09%.
A indossare la maglia nera è quindi Piazza Affari, dove l’indice Ftse Mib lascia sul terreno lo 0,85% a 15.542,17 punti a causa dei forti ribassi dei titoli bancari, legati in parte al divaricamento dello spread. Perdite minori per il Dax di Francoforte, che cede lo 0,21% a 7.691,68 punti, e l’Ftse 100 di Londra, che arretra dello 0,52% a 6.345,63 punti. Brilla invece l’Ibex di Madrid, che riesce a segnare un progresso dello 0,72% a 8.246,3 punti, in virtu’ della tenuta del comparto finanziario.
Il rialzo di Parigi, dove il Cac 40 cresce dello 0,27% a 3.709,67 punti, e’ invece influenzato dall’impennata di alcuni titoli isolati, come Veolia e France Telecom, che guadagnano entrambe oltre il 6%, la prima grazie alla soddisfacente trimestrale, la seconda grazie all’upgrade di Morgan Stanley.
A Piazza Affari, tra le banche, ancora venduta Mediobanca (-4,57%) debole dal giorno dell’approvazione della semestrale, Unicredit -2,51%, Monte Paschi -3,25%, Intesa -3,22%. Bene solo Bper (+2,72%). In grave difficolta’ Mediaset, che accusa un -6,53%. Tra i media negativi anche L’espresso (-3,61%) e Rcs (-3,11%). Positivo il lusso con Ferragamo (+2,14%), Luxottica (+1,88%) e Cucinelli (+6,20%), ma Geox scivola (-5,05%). Male Fiat (-2,54%) dopo i dati diffusi venerdi’ sera sul calo delle immatricolazioni a febbraio. Nel giorno della cessione de La7, ferma Telecom (+0,09%), mentre Ti Media accusa un -6,44%, con gli operatori che speravano in un rilancio di Clessidra.
