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Economia

Le borse europee proseguono in rialzo trainate dall'inattesa crescita della produzione industriale tedesca, che ha portato l'indice Dax di Francoforte (+0,65%) a segnare un nuovo record di 8.240,58 punti. Parigi segna +0,73%, Milano +0,59%), Londra (+0,22%), Madrid (+0,64%). Balzo di Atene, che guadagna il 6,66%. Tra le aziende che hanno diffuso oggi la trimestrale, Deutsche Telekom guadagna il 3,43% per aver confermato le stime per il 2013 nonostante il calo dell'utile. Tiene E.On (+0,30%). Riduce le perdite Telefonica (-1,15%).

A Piazza Affari, gli indici viaggiano in buon rialzo, in linea con i mercati esteri e di riflesso ai dati macro positivi. Dopo il surplus della bilancia commerciale cinese ad aprile, gli indicatori hanno mostrato una crescita a sorpresa della produzione industriale in Germania a marzo. L'indice Ftse Mib segna un progresso dello 0,57%, All Share +0,51%. In luce Pirelli (+6,4%) dopo la trimestrale di ieri con la conferma dei target 2013. Sale anche Finmeccanica (+4%) con Ansaldo Sts +3,4% sulle nuove indiscrezioni circa l'interessamento di gruppi orientali per le controllate potenzialmente in vendita. Misti i bancari, con oscillazioni limitate. Balzo di Prelios (+7,6%) che oggi approva la trimestrale mentre l'assemblea vara il rafforzamento patrimoniale. Giù Telecom (-0,8%) nel giorno del cda che dovrebbe pronunciarsi sullo scorporo della rete e sul dossier H3G.

L'economia globale resta fragile, ma i mercati non rinunciano a quella che l'ex presidente della Fed, Alain Greenspan, aveva definito "irrazionale euforia" e continuano a macinare record aggrappandosi all'enorme massa di liquidità in circolazione e a dati macroeconomici in arrivo alla Cina. Anzi, accelerano al rialzo dopo che la Germania annuncia che a marzo la produzione industriale è cresciuta dell'1,2% mensile, battendo le attese di una leggera flessione. Nell'ex impero celeste, invece, dopo un deficit pari a 880 milioni di dollari a marzo, è tornata in attivo la bilancia commerciale con un surplus di 18,2 miliardi di dollari. Insomma, nonostante il calo della domanda in Europa,

Pechino ha ripreso a esportare con vigore (+14,7%, mentre l'import è cresciuto del 16,8%). A questo si aggiunge il taglio dei tassi della Banca centrale australiana che dà vigore agli scambi nell'area e la convinzione che la disoccupazione negli Stati Uniti possa calare ancora. Così ieri sera, per la prima volta, il Dow Jones ha chiuso la seduta sopra quota 15mila punti.
 

 

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