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Economia

 

Dopo una prima fase di seduta positiva, grazie alle attese di un taglio dei tassi da parte della Bce alimentate dalle dichiarazioni del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, le borse europee hanno perso terreno a causa della performance negativa di Wall Street e chiudono contrastate.

A registrare i guadagni maggiori e' Piazza Affari, con l'indice Ftse Mib che guadagna lo 0,63% a 15.840,56 punti. In rialzo anche l'Ibex di Madrid, che avanza dello 0,12% a 7.812,5 punti. In calo il Dax di Francoforte, giu' dello 0,39% a 7.473,73 punti. Piatte Londra, con l'Ftse 100 che lima uno 0,01% a 6.243,67 punti, e il Cac 40 di Parigi, del tutto invariato a 3.599,36 punti. Lo spread tra i Btp a dieci anni e i Bund tedeschi equivalenti è stabile intorno ai 300 punti dopo aver toccato ieri un minimo a quota 292. Il rendimento è al 4,23%. Il differenziale Bonos/Bund si attesta a 344 punti per un tasso del 4,67%.

I listini europei, a partire dal Dax, sono rinfrancati dal giudizio dell'agenzia internazionale Moody's, che ha confermato la tripla A per la Germania. L'outlook è negativo. Moody's elogia la "avanzata, diversificata e altamente competitiva economia" della Germania e le sue politiche che restano "sulla strada di macroeconomie orientate alla stabilita'". Inoltre Moody's evidenzia che la Germania "incontra un alto livello di fiducia da parte degli investitori, come riflettono i costi molto bassi di rifinanziamento".

La conferma della tripla A per la Germania, spiega Moody's, rientra in un rapporto rivolto ai mercati e "non costituisce un'azione sul rating". Secondo Moody's, in Germania l'alta produttivita' della crescita economica, i salari moderati e la forte domanda globale di made in Germany "hanno consentito al paese di stabilire un'ampia base economica, la cui resilienza è dimostrata dal forte avanzo commerciale". Inoltre Berlino ha anche fatto "significativi" progressi in termini di consolidamento di bilancio. Sul piano delle previsioni economiche, Moody's stima un Pil "in ulteriore rallentamento a +0,4% nel 2013, un minore contributo da parte dell'export a causa del debole outlook dell'area euro, un import in crescita e investimenti in moderata ripresa". Per il 2014 la previsione e' di una crescita dell'1,4%. Riguardo all'outlook negativo, Moody's spiega che "riflette primariamente l'incertezza associata con l'impatto della crisi in corso nell'area euro e in particolare il rischio che pende sulla Germania e piu' in generale sull'area euro riguardante l'uscita di un paese membro".

 

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