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Economia


 

Tutto da rifare. La Borsa pensava che in Italia fosse tornata la governabilità con una netta vittoria del Centrosinistra che avrebbe formato un governo appoggiandosi alla lista Monti e invece, dopo gli exit polls iniziali che davano questo scenario, le proiezioni e lo spoglio progressivo delle schede hanno rimescolato le carte, con una rimonta del partito di Berlusconi. E così Piazza Affari, dopo una fiammata al 4% e uno spread che si è sgonfiato a 260 punti dopo aver aperto a 288, ha chiuso sopra la parità: +0,73%, ma con un cambio di marcia che ha portato il Footsie Mib anche a perdere anche lo 0,5% poco prima di terminare le negoziazioni. 

Tutto da rifare, nel senso che l'uscita dalla crisi dell'eurodebito appare ancora lontana, anche per lo spread che sul secondario ha chiuso riacciuffando nuovamente la soglia-Monti: il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi si è spinto fino a un massimo di 288,40 punti, prima di mettersi a oscillare sulla soglia di quota 287 con un rendimento del 4,44%. 

In mattinata un segnale positivo era venuto dall'esito dell'asta di Ctz che aveva fatto ritracciare lo spread. Bene nel complesso le banche, con UniCredit +2%, Intesa +0,82%, Bpm +2,32%. Rialzo anche per gli assicurativi, dove Generali sale dell'1,10%, Unipol del 2,44%, FonSai dell'1,98%.

Accentuate oscillazioni per Mediaset, che dopo i primi instant poll, peraltro sfavorevoli al Centrodestra, si era portata sul +9%, per poi declinare; la chiusura è comunque sul +2,06%. Per gli analisti si è trattato di ricoperture per un titolo che negli ultimi mesi è stato molto nel mirino della speculazione. Giù tra i media L'Espresso (-2,26%), Rcs (-2,67%). Nel lusso bene Tod's (+2,27%). Tra le altre blue chip Pirelli guadagna il 2,16%, Buzzi il 2,25%, Fiat sulla parità. In calo As Roma (-5,20%) dopo i dubbi sulla consistenza dell'offerta avanzata dal nuovo socio arabo per l'ingresso nel capitale.

"Dopo un primo momento in cui l'emotività l'ha fatta da padrone e gli indici sono schizzati verso l'alto, fra gli investitori, considerando il testa a testa fra Bersani e Berlusconi, è prevalsa la considerazione che questo Paese non ha tanta voglia di cambiare", ha spiegato ad Affaritaliani.it Gianluca Verzelli, vicedirettore centrale di Banca Akros, mentre per Manlio Bonafede, analista finanziario esperto di Banca Leonardo, "nell'incertezza gli investitori hanno preferito vendere".

Anche i listini europei hanno smorzato gli entusiasmi di metà seduta con una chiusura in rialzo ma lontana dai massimi, al termine di una sessione contrassegnata dall'alta volatilità sulla scia dell'alternarsi delle notizie sui risultati elettorali in Italia. Francoforte risulta la piazza migliore con un guadagno dell'1,45%. A Parigi il rialzo è dello 0,41% e a Londra è dello 0,31%. Pesante Atene che cede l'1,39%.

 

 

 

 

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