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Economia

 

 

 

L'Italia è ferma e lo spread corre. La formazione di un governo stabile è sempre più complicata: la prospettiva di tornare alle urne agita i mercati e spinge il differenziale Btp-Bund a 360 punti, il picco dallo scorso settembre. Si restinge la forbice tra lo spread italiano e quello tra Bonos e titoli tedeschi, fermo a 384 punti. Segno che, oltre alla crisi di Cipro (che pesa su tutti i Paesi periferici), l'immobilità politica italiana sta facendo crescere i timori sull'Italia. La conferma arriva anche da una altro indice del rischio di credito: i credit default swap (Cds) sull'Italia sfiorano i 309 punti, ampliando il divario con i Cds di Madrid, a 302.

Non contribuiscono a calmare le acque gli avvertimenti di Moody's e Citi. L'agenzia di rating ha gli occhi puntati su Bersani. Se il leader Pd non riuscirà a formare un governo, sarebbe a rischio la valutazione sul debito italiano. Per Citi, il downgrade "non è imminente" ma "è solo questione di tempo". Il contagio cipriota, anche se escluso dai maggiori leader europei, continua ad essere una possibilità che i mercati valutano come concreta. E dopo la chiusura debole delle piazze asiatiche, anche quelle europee limano i guadagni negli ultimi minuti delle contrattazioni sulla scia delle preoccupazioni situazione politica italiana e di Cipro.

Milano, maglia nera, ha lasciato sul terreno lo 0,1% a 15.338 punti, ma mezz'ora prima della chiusura guadagnava lo 0,44%. Londra, che saliva dello 0,82%, ha terminato invece con un progresso dello 0,38% a 6.411 punti, Francoforte ha chiuso invece sui livelli di ieri con un guadagno dello 0,08% a 7.795 punti e Parigi a +0,53% (3.731 punti). In affanno anche Madrid: saliva dello 0,81% e ha chiuso a +0,25% a 7.920 punti. Positiva, alle 18 ora italiana, la seduta a Wall Street: il Dow Jones avanza dello 0,21% e il Nasdaq dello 0,05%.

 

 

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