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Gas, prevalgono gli egoismi europei. Olandesi e tedeschi di traverso

Dov’è finita la solidarietà dei padri fondatori dell’Ue?

Gas, prevalgono gli egoismi europei. Olandesi e tedeschi di traverso
scholz

Sulla questione energetica si è passato il limite

 

Ancora una volta l’Europa, quando si tratta di questioni delicate, dimostra tutta la sua inadeguatezza e divisioni tra i vari paesi che la compongono. Ora la questione delicatissima riguarda le tariffe del gas, che sono schizzate al mercato di Amsterdam oltre i 300 euro al megawattora, rendendo la bolletta energetica ormai insostenibile per molte imprese e famiglie. Da mesi si cerca un’intesa tra i 27 per arrivare a quel tetto al prezzo del gas, che potrebbe in parte sterilizzare gli aumenti fuori controllo, ma come al solito c’è sempre qualche paese che fa prevalere i suoi meri interessi di bottega al bene comune.

In questo caso a mettersi di traverso (come spesso accade) sono olandesi e tedeschi, che non hanno intenzione di rinunciare alle loro rendite di posizione per alleviare i problemi di centinaia di migliaia di imprese e famiglie europee. Un bell’esempio di solidarietà europea, non c’è che dire. Difficile in questo caso, come in quello delle tasse alle grandi imprese web (in quel caso a mettersi di traversi era l’Irlanda e la solita Olanda, che ha creato una sorta di paradiso fiscale al centro dell’Europa) dare torto a chi, come Giorgia Meloni, da anni chiede un’Europa più solidale ed unita sulle grandi questioni economiche, di politica estera e di immigrazione e meno attenta alle mere questioni legate alla burocrazia o alle politiche di austerità nei conti pubblici.

Sulla questione energetica però sembra si sia passato il limite, considerando che non si è riusciti a trovare un accordo nemmeno sui rigassificatori presenti in gran numero in Spagna, i più capaci d’Europa, per collegarli alle reti degli altri paesi, potendo così sganciarsi dalla grande dipendenza dal gas russo, soprattutto da parte di Italia e Germania. “Sul tetto sono pessimista. L’atteggiamento contrario di Germania e Olanda, benché ingiustificabile, non cambia. Invece ci sono aperture da parte tedesca per liberare i prezzi dell’elettricità da rinnovabili, molto più bassi, da quelli del gas. Ne ho parlato di recente anche con Robert Habeck, il ministro dell’Economia di Berlino. Mi pare ci si possa lavorare”, ha detto il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, in un’intervista, due giorni fa, al Corriere della Sera, in cui denuncia l’assurda speculazione del mercato del gas di Amsterdam.

Già il famigerato Mercato Ttf di Amsterdam, uno dei principali mercati di riferimento per lo scambio del gas in Europa e in Italia. L’indice Ttf mensile è la media aritmetica delle quotazioni giornaliere riferite al mese di fornitura cioè quello precedente. Il valore è in €/MWh, megawattora, l’unità di misura convenzionale di tutte le fonti di energia. “Questo mercato spot, molto volatile come tutti i suoi simili, ha progressivamente sostituito i contratti bilaterali a lunga scadenza tra i Paesi. Esso consente non solo ai commercianti all’ingrosso, ma anche ai trader finanziari, di determinare il prezzo dei contratti a termine sul gas naturale. I prezzi futuri riguardano una consegna più lontana nel tempo e possono essere negoziati più volte prima della scadenza”, spiega Mario Lettieri, sottosegretario all’Economia nel secondo governo Prodi.

La cosiddetta borsa del gas di Amsterdam vede scambi di contratti per circa 1-2 miliardi di euro al giorno, ovvero migliaia di volte meno della borsa petrolifera del Nymex, per fare un esempio. E’ chiaro che in un contesto del genere, che assomiglia più ad un mercatino di periferia che ad una borsa  vera e propria, la speculazione possa sguazzarci libera ed incontrollata, come sembra stia avvenendo in queste settimane. E a guadagnarci da tutto questo è anche il governo di Amsterdam che tra il primo trimestre e il secondo trimestre avrebbe raddoppiato il suo surplus commerciale, proprio grazie alle quotazioni del gas.

 

Un’anomalia tutta europea, come il caso del sistema di tassazione fiscale adottato dalla stessa Olanda, che sembra predicare bene quando si tratta di bacchettare i comportamenti su bilancio pubblico gli stati del sud, ma razzolare malissimo quando invece si tratta di guadagnare su queste assurde rendite di posizione. La Spagna ha deciso di andare avanti da sola imponendo senza aspettare la decisione europea un tetto al prezzo del gas, coprendo la differenza con soldi statali.

Draghi è da settimane in prima fila per cercare di arrivare ad un accordi su un tetto al prezzo del gas intorno ai 90/110 euro al megawattora, ma fino ad ora non si è riusciti a trovare l’accordo, anche perchè l’Olanda è spalleggiata dalla stessa Germania di Olaf Scholz, che teme che un tetto al prezzo del gas, deciso in maniera unilaterale, possa interrompere il flusso di gas russo, a cui per ora i tedeschi non posso assolutamente rinunciare. Insomma solidali fino a che l’interesse comune non tocca i propri interessi sarebbe il caso di dire.

La solidarietà europea è rimasta, inutile girarci intorno, solo nella mente dei suoi padri fondatori, e questo si vede anche in politica estera, dove ognuno dei 27 mantiene una sua posizione, che spesso diverge da altri, senza quasi mai arrivare a quel fronte comune, che possa rendere l’Europa una grande potenza alla stregua di Cina e Stati Uniti. E’ chiaro che un Europa di tal fatta non può reggere ai cambiamenti epocali a cui stiamo andando incontro.

Occorrerebbe ritrovare lo spirito che ha portato al grande sforzo comune per arrivare al piano di resilienza e ripresa per contrastare gli effetti della pandemia, che invece sembra essersi come d’incanto sciolto come neve al sole. Il momento è cruciale ed occorre uno sforzo comune affinché l’Europa diventi una vera comunità di popoli, che nello spirito dei suoi fondatori era stata creata proprio per superare le inefficienze e le debolezze dei singoli paesi, e non certo per rafforzare qualcuno a scapito degli altri.