Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Gasolio, brutte notizie: addio allo sconto sulle accise. Anche il tetto di Eni sale a 2,25 euro

Gasolio, brutte notizie: addio allo sconto sulle accise. Anche il tetto di Eni sale a 2,25 euro

Le medie nazionali di questa mattina mostrano già i primi effetti…

Gasolio, brutte notizie: addio allo sconto sulle accise. Anche il tetto di Eni sale a 2,25 euro

Gasolio, addio allo sconto sulle accise

Il 6 ottobre doveva essere il giorno delle accise mobili. È invece il giorno in cui finisce lo sconto. Il taglio sulle accise del gasolio, in vigore da marzo, è scaduto, e il nuovo meccanismo promesso dal governo è ancora fermo in attesa del decreto attuativo. Così da oggi chi fa il pieno di diesel paga 6,1 centesimi in più al litro.

Si muove anche il prezzo massimo che Eni, prima tra le compagnie, aveva fissato sul gasolio lo scorso 28 settembre: la soglia passa da 2,19 a 2,25 euro al litro. Non è una sorpresa. Già al momento dell’annuncio il gruppo aveva chiarito che il tetto era legato all’agevolazione fiscale allora in vigore. Venuta meno l’agevolazione, il limite è stato ritoccato verso l’alto e resterà a questo livello fino alla fine del mese. Continuerà quindi a proteggere gli automobilisti da eventuali impennate delle quotazioni internazionali, ma non assorbirà il maggior carico fiscale. Secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni ha alzato di sei centesimi al litro i prezzi consigliati del diesel.

Le medie nazionali di questa mattina mostrano già i primi effetti. Sulla rete ordinaria, in modalità self service, il gasolio si attesta a 2,244 euro al litro, 2 millesimi più di ieri. La benzina invece scende di 5 millesimi, a 2,043 euro. In aumento anche il Gpl (+4 millesimi, a 0,763 euro al litro) e il metano (+2, a 1,905 euro al chilo). L’andamento è analogo in autostrada: diesel a 2,267 euro/l (+1), benzina a 2,054 (-8), Gpl a 0,888 (+1) e metano a 1,837 euro/kg (+9).

Dure le reazioni delle associazioni dei consumatori. L’Unione Nazionale Consumatori accusa apertamente l’esecutivo di “tradimento”. L’Unc ricorda che il 16 settembre la premier aveva promesso l’avvio delle accise mobili, che però non sono ancora operative. Secondo l’associazione, questa mancanza ha interrotto il calo dei listini cominciato il 27 settembre, quando le compagnie petrolifere avevano deciso per la prima volta di applicare uno sconto.

Per ora, ammette l’Unc, l’aggravio resta contenuto. Sulla base delle medie Mimit, un pieno di 50 litri di gasolio costa 5 centesimi in più in autostrada e 10 sulla rete ordinaria. A preoccupare è però il confronto con la benzina, che nel frattempo continua a scendere, e in misura molto più marcata.

Sulla stessa linea il Codacons, secondo cui il governo non sta rispettando gli impegni presi sulle accise. L’esecutivo, sottolinea l’associazione, aveva indicato il 6 ottobre come data di partenza del meccanismo mobile. Manca però ancora il decreto interministeriale tra il ministero dell’Ambiente (Mase) e quello dell’Economia (Mef) necessario per attuarlo. Il risultato, conclude il Codacons, è che per la prima volta da marzo gli italiani fanno il pieno senza alcuna riduzione delle imposte sui carburanti. Possono contare soltanto sulle iniziative che le compagnie petrolifere decidono in autonomia.