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Accise diesel, finito lo sconto partono gli aumenti: quanto costa in più un pieno

Finisce lo sconto sul gasolio. Da oggi tornano 6,1 centesimi al litro di tasse: oltre 3 euro in più su 50 litri.

Accise diesel, finito lo sconto partono gli aumenti: quanto costa in più un pieno

Da oggi, martedì 6 ottobre, termina lo sconto fiscale sul gasolio e l’aggravio teorico arriva a 6,1 centesimi al litro, considerando anche l’Iva. Su un pieno da 50 litri significa poco più di 3 euro.

Accise diesel, quanto aumenta un pieno da oggi

Il pieno di gasolio può tornare a costare di più da martedì 6 ottobre. È scaduta infatti l’ultima parte del taglio temporaneo deciso dal Governo per attenuare gli aumenti dei carburanti. Fino al 5 ottobre l’accisa sul gasolio era fissata a 622,90 euro per mille litri, dopo essere stata ridotta ancora di più nella prima fase dell’intervento. Con la fine dell’agevolazione, l’effetto fiscale complessivo sul prezzo finale corrisponde a circa 6,1 centesimi al litro, Iva compresa.

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Su 50 litri il calcolo è immediato: 3,05 euro in più. Un’automobile con un serbatoio da 60 litri può invece arrivare a pagare circa 3,66 euro aggiuntivi. Si tratta dell’impatto fiscale teorico. Il distributore non è obbligato ad aumentare nello stesso istante il proprio listino di esattamente 6,1 centesimi.

Accise diesel, perché il prezzo potrebbe salire meno

Il costo alla pompa è composto da accise e Iva, ma anche dal prezzo industriale del carburante, dalle quotazioni internazionali del diesel raffinato, dal cambio euro-dollaro e dai margini della distribuzione. I prezzi avevano già registrato una discesa nei giorni precedenti. Sulla base dei dati Mimit relativi al 5 ottobre, il gasolio self viaggiava mediamente intorno a 2,24 euro al litro a livello nazionale.

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Anche le iniziative commerciali delle compagnie possono assorbire una parte dell’aumento. Diverse reti hanno introdotto nelle ultime settimane tetti o sconti temporanei sui carburanti. Questo significa che l’automobilista potrebbe trovare aumenti differenti da un impianto all’altro.

Accise mobili, perché non sono partite subito

Il taglio fisso avrebbe dovuto lasciare spazio alle cosiddette accise mobili, finanziate utilizzando una parte dell’extragettito Iva generato dall’aumento dei prezzi energetici. Il nuovo sistema, però, necessita di un provvedimento che stabilisca l’importo della riduzione, i carburanti interessati e la durata dell’intervento. Alla scadenza del precedente sconto, il decreto necessario non risultava ancora operativo.

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Fino alla sua eventuale attivazione torna quindi la tassazione ordinaria. Per chi percorre molti chilometri la differenza può diventare più consistente nel corso dell’anno. Dieci pieni da 50 litri, mantenendo invariato l’aggravio fiscale, equivalgono a circa 30,50 euro aggiuntivi.

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