Il Maxibon ha perso sei grammi, la Coppa del Nonno sette e il Magnum Classic quattro. Intanto il prezzo al chilo continua a salire e, per alcuni gelati rimasti delle stesse dimensioni, il rincaro arriva al 75%.
Maxibon, Coppa del Nonno e Magnum si restringono mentre il costo al chilo continua a salire
Il gelato confezionato resta uno degli acquisti simbolo dell’estate, ma il passaggio davanti al banco freezer costa molto più di cinque anni fa. Secondo i dati Istat riportati nell’ultima analisi di Altroconsumo, tra il 2021 e il 2026 i prezzi medi di biscotti, coni e stecchi sono aumentati del 39,6%.
L’impennata più forte è cominciata nel 2022, con una crescita del 13% rispetto all’anno precedente. Nel 2023 è arrivato un ulteriore aumento del 16%. Energia, logistica e materie prime hanno inciso sui costi di produzione, ma le differenze tra i singoli prodotti restano molto ampie.
Maxibon, Coppa del Nonno e Magnum pesano meno
Il confronto tra i formati del 2021 e quelli attualmente in vendita mostra tre riduzioni precise.
Il Maxibon è passato da 102 a 96 grammi, perdendone sei. La Coppa del Nonno è scesa da 72 a 65 grammi. Il Magnum Classic è passato da 79 a 75 grammi.
Alla riduzione della porzione si accompagna un aumento del prezzo. In cinque anni il costo per singolo Maxibon è cresciuto del 43%, quello della Coppa del Nonno del 25% e quello del Magnum Classic del 26%.
Il confronto al chilo rende il divario ancora più evidente: +53% per Maxibon, +38% per Coppa del Nonno e +32% per Magnum Classic.
Porzioni più piccole, ma il risparmio calorico è limitato
Una porzione ridotta potrebbe essere presentata come una scelta legata alla salute. Il confronto nutrizionale effettuato da Altroconsumo mostra però calorie uguali o soltanto leggermente inferiori rispetto al 2021. Anche i grassi totali e quelli saturi rimangono spesso su livelli simili.
In alcuni casi è cambiata anche la ricetta. Altroconsumo segnala, per esempio, la sostituzione del burro con grasso di cocco in alcuni prodotti. La diminuzione del peso non ha quindi prodotto vantaggi nutrizionali proporzionati ai rincari registrati.
La shrinkflation non spiega tutti gli aumenti
La cosiddetta shrinkflation consiste nel ridurre il contenuto di un prodotto mantenendo il prezzo invariato o aumentandolo. Nel caso dei gelati, però, riguarda soltanto una parte minoritaria degli articoli analizzati.
Numerosi coni e stecchi sono diventati più cari pur mantenendo lo stesso formato. Gli aumenti al chilo rilevati da Altroconsumo vanno dall’11% degli stecchi ricoperti Valsoia al 75% di Nuii Ice Cream Adventure.
Tra i coni, il prodotto a marchio Esselunga è aumentato del 20% al chilo e quello Coop del 27%. Il Cinque Stelle Sammontana segna un +43%, mentre il Cornetto Algida si avvicina al 60%.
Tra gli stecchi con porzione invariata, Altroconsumo rileva aumenti dell’11% per Valsoia, del 35% per Conad, del 41% per Gruvi Sammontana e del 50% per il prodotto Eurospin.
Le confezioni simili possono nascondere porzioni diverse
Lo stesso gelato può essere venduto in scatole apparentemente simili, ma con un numero e un peso differente delle porzioni.
Il Cornetto Algida, per esempio, è disponibile nella confezione con sei pezzi da 75 grammi e in quella con otto pezzi da 60 grammi. Il formato più numeroso contiene quindi gelati individualmente più piccoli.
Il prezzo al chilo indicato dall’analisi è di circa 13,32 euro per la confezione da sei e di 14,50 euro per quella da otto. Avere più pezzi nella scatola non significa quindi spendere meno in rapporto alla quantità acquistata.
Il dato da guardare è il prezzo al chilo
Il prezzo della confezione non permette da solo di capire quale prodotto sia più conveniente. Una scatola meno cara può contenere meno grammi oppure porzioni più piccole.
Prima di metterla nel carrello conviene confrontare:
- il peso complessivo;
- il numero dei gelati;
- i grammi della singola porzione;
- il prezzo al chilo riportato sull’etichetta dello scaffale.
Il rincaro medio del 40% racconta l’aumento generale degli ultimi cinque anni. Il confronto tra Maxibon, Coppa del Nonno e Magnum dimostra invece quanto il peso della singola porzione possa cambiare il costo reale dell’acquisto.

