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Economia
Generali, crescita a due cifre dei profitti nel semestre. Greco: " Turnaround completato"

Da Trieste li definiscono risultati "record". E in effetti la semestrale delle Assicurazioni Generali, realizzata in un contesto estremamente sfidante soprattutto per quanto riguarda il business nel Vita, vede numeri in super crescita. Addirittura a due cifre, per quanto riguarda i profitti netti realizzati da gennaio a giugno (1,3 miliardi di euro, +21,6% rispetto alla prima metà dello scorso esercizio) e l'operatività della compagnia (2,8 miliardi di euro di risultato operativo, +11,3%, "il miglior risultato degli utlimi 8 anni"). A una cifra, invece, per il fatturato (38 miliardi di euro di premi lordi, +7,3%, grazie soprattutto alla crescita della raccolta Vita nei tre mercati core del Leone (Italia +22,6%, Germania +6,7%, Francia +9,5% e Cee +9,9%). Positivo anche l'andamento del segmento Danni, con un risultato operativo di 1,1 miliardi (+2,3%) e una raccolta di 11,2 miliardi (+0,1%).

“In soli tre anni - ha commentato un soddisfatto Mario Greco, amministratore delegato - abbiamo realizzato uno dei turnaround più complessi mai avvenuti nel settore assicurativo. Gli eccellenti risultati del  semestre testimoniamo come le Generali si siano trasformate - nonostante un contesto economico estremamente difficile - in un gruppo internazionale molto profittevole e solido sotto il profilo patrimoniale, con un’offerta di prodotti rinnovata ed innovativa che ci permette di mantenere tassi di crescita del fatturato molto soddisfacenti nella maggior parte dei mercati in cui operiamo. Questi risultati rappresentano la migliore premessa per l’attuazione del nuovo piano strategico 2015-2018 presentato a maggio, basato su una crescita del 50% della generazione di cassa media annua, sulla distribuzione di più di € 5 miliardi di dividendi nei prossimi 4 anni e su una ulteriore riduzione dei costi per € 500 milioni tra 2016 e 2018, con la redditività operativa sul capitale al di sopra del 13%. Ci aspettiamo per la fine dell’anno di migliorare significativamente l’utile netto rispetto al 2014, mantenendo l’elevata crescita della redditività raggiunta al semestre.”

Sull'attuazione del nuovo piano industriale, Greco ha poi spiegato che "la cedola che Generali distribuirà per l'esercizio 2015 sarà il primo tassello di quanto previsto nelle strategie al 2018, vale a dire il pagamento ai soci di oltre 5 miliardi di euro in quattro anni". "E' presto per parlare del dividendo - ha sottolineato - però il 2015 fa parte degli obiettivi del piano, che prevede più di 5 miliardi tra il 2015 e il 2018, e quindi il 2015 sarà il primo tassello dell'obiettivo di quattro anni. Il manager è poi tornato sui risultati della prima metà dell'anno: "E' una semestrale molto bella - ha sottolineato - abbiamo avuto un secondo trimestre molto positivo dopo un ottimo primo trimestre. Sono i migliori risultati degli ultimi otto anni ed e' un inizio d'anno eccellente, come ci aspettavamo".

Greco ha espresso particolare soddisfazione per il capitale che "si conferma forte": "In soli 3 anni, senza chiedere aiuto agli azionisti e fuori dalla società, abbiamo rafforzato il capitale al punto tale da poter avere adesso un economic solvecy ratio superiore al 200%. Siamo contenti di presentare questi risultati, che ci danno ottimismo anche per fine anno. Ci aspettiamo un incremento dell'utile netto anche superiore a quello registrato finora e crediamo che sia il fatturato che la redditività operativa manterranno questa crescita". Il group Ceo del Leone ha precisato però che "non è corretto moltiplicare per due i risultati del primo semestre" perche' "per motivi tecnici il secondo semestre è sempre piu' leggero del primo, facciamo più utili nel primo semestre".

Interrogato sul tema acquisizioni, il numero uno della compagnia triestina ha rivelato che il gruppo "non vede l'opportunità e l'interesse  in questo momento di guardare ad acquisizioni". "Abbiamo un piano organico - ha spiegato - che si sviluppa molto bene e non vediamo il bisogno ne' strategico ne' finanziario di guardare ad acquisizioni. Altre società possono essere in una situazione diversa". "Noi non abbiamo bisogno di fare acquisizioni, pensiamo di essere posizionati bene - ha sottolineato ancora- per raggiungere gli obiettivi strategici annunciati a maggio". Il manager ha ricordato anche che, nei mesi passati, Generali ha speso "cifre complessive importanti" (circa 3 miliardi di euro) per acquisire partecipazioni di minoranza.

Infine, l'unica nota un po' sottotono e cioè l'andamento del titolo che, dopo una fiammata iniziale, dall'arrivo a Trieste nel giugno del 2012 del manager non è cresciuto con la stessa velocità con cui si è rafforzato il business. Greco si aspetta che le azioni del gruppo, che negli ultimi mesi sono salite meno della media del mercato, tornino a crescere grazie ai risultati positivi presentati. "Il titolo segue le decisioni degli investitori e quindi, siccome credo nella loro razionalità, credo che gli investitori ci torneranno e che il titolo si muoverà vedendo i nostri risultati trimestre dopo trimestre e vedendo che realizziamo i nostri piani", ha spiegato, commentando in particolare le parole del socio Leonardo Del Vecchio, che nei giorni scorsi ha rimarcato come le azioni del Leone 'fatichino' in Borsa. "Finora - ha aggiunto Greco - c'era stata incertezza su cosa avremmo fatto e c'era molta attesa per la strategia che abbiamo presentato un mese e mezzo fa. Con questi risultati cominciamo a far vedere lo sviluppo della strategia e mi aspetto che l'investitore, razionalmente, segua questi risultati".

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