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Economia
mario greco

Generali sottotono a Milano, dove il titolo cede il 2,32% a 13,92 euro per azione, dopo che in una nota il gruppo ha annunciato ieri di aver raggiunto un accordo per acquistare per 170 milioni di euro da un gruppo di investitori privati il 3% di Generali Deutschland e ritirare successivamente dal mercato il 4% rimanente, salendo così al 100% del capitale e delistando così il titolo della controllata tedesca.

L’operazione dovrebbe concludersi entro il primo trimestre del prossimo anno e comporterà un esborso di circa 400 milioni di euro, in parte finanziato dalla vendita, avvenuta stamane tramite un “accelerated bookbuilding”, di 15,5 milioni di azioni proprie, che rappresentano circa 1% del capitale e quasi tutte le azioni proprie possedute dal Leone di Trieste, al prezzo di 13,95 euro, pari ad un incasso di 216,7 milioni. Un buon risultato nel complesso, visto che il prezzo è in linea con le quotazioni viste nell’ultima settimana di borsa ed incorpora un guadagno di circa il 13% rispetto ai prezzi di soli tre mesi or sono e del 40% abbondante rispetto a un anno fa, ottenuto grazie ad una domanda quasi doppia rispetto all’offerta.

Dopo la notizia il Credit Suisse in una nota pur confermando il proprio “underperform” (farà peggio dei concorrenti, ndr) sul titolo ha leggermente migliorato il target price portandolo dal 15,5 a 15,65 euro per azione e ha precisato di attendersi benefici dall’operazione (che secondo il management garantirà un ritorno superiore al 13% di Roe indicato come obiettivo di gruppo per il 2013) “pari almeno a 52 milioni di euro”, che dovrebbero consentire un incremento dell’1% degli utili per azione.

Non solo: secondo gli esperti il riacquisto delle “minorities” di Generali Deutschland “testimonia un’esecuzione ulteriormente positiva per la gestione in termini di riassetto della struttura del gruppo attraverso il riacquisto delle quote di minoranza (Generali Deutschland, Ppf) e la dismissioni di attività “non core” che hanno buone valutazioni (Us Vita Re e la quota di minoranza di Banorte in Messico)”.

Tuttavia, nonostante “la recente sottoperformance del titolo rispetto a quelli dei principali concorrenti abbia leggermente ridotto il gap in termini di valutazioni”, stante anche la ristrutturazione in atto in Axa e Aviva (i cui titoli sono entrambi giudicati “overperform” dal Credit Suisse) che probabilmente mostreranno benefici più tangibili nel 2013/2014, gli analisti del Credit Suisse confermano la propria “preferenza per altri nomi” del settore assicurativo europeo, prima che per il Leone triestino. Un giudizio che sembra almeno in parte condiviso oggi dal mercato, anche se altri analisti danno dell'operazione un giudizio migliore.

 
In particolare Bank of America giudica l'operazione sensata sia dal punto di vista strategico che finanziario e ritiene Generali "un caso d'investimento attraente", mentre Golman Sachs giudica la mossa in linea con la politica di ottenere il pieno controllo sulle quote di minoranza, una maggiore profittabilità, un'efficienza fiscale e un uso efficiente delle azioni proprie. Positivo anche il giudizio di Jp Morgan, per cui l'operazione sulla controllata tedesca va inquadrata all'interno della strategia della compagnia di focalizzare e semplificare il business, rafforzare le attività "core" e disinvestire quelle n"on core" e dovrebbe consentire "qualche efficienza fiscale e sinergie operative" ed essere "leggermente accreativa in termini di utile per azione e neutrale in termini di posizione del capitale del gruppo". I più convinti di tutti sembrano infine gli uomini di Kbw, per cui il buy out sulla controllata tedesca "ci voleva da tempo e ulteriormente testimonia l'attenzione dell'attuale management sulla gestione efficiente del capitale", con un impatto positivo in termini di migliore efficienza del capitale che l'operazione stessa genererà.

Luca Spoldi

 

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