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Economia
Generali, la prima di Donnet. In arrivo maggiori dividendi

Philippe Donnet, il nuovo group Ceo delle Assicurazioni Generali, esibisce le sue esperienze vicenti in Giappone quando aveva la responsabilità nel Paese per Axa e Generali Italia e si presenta di fronte all'attenta platea dei soci della compagnia assicurativa promettendo una crescita del dividendo e rassicurando gli azionisti sulla capacità del Leone di raggiungere i target prefissati in un contesto molto sfidante visti i bassi tassi d'interesse. 

"La mia vita professionale", ha detto il nuovo amministratore delegato del Leone, "è stata quasi sempre dedicata alle assicurazioni, settore nel quale mi sono sempre trovato di fronte a sfide importanti, in contesti economici favorevoli (quasi mai) e complessi (quasi sempre), in Europa e nel mondo. Per esempio mi sono trovato a fare l'amministratore delegato di una compagnia prevalentemente Vita in Giappone a metà degli anni 2000, in uno scenario economico con inflazione e rendimenti bassissimi. Questa esperienza, che pochi manager occidentali hanno, mi sembra particolarmente utile per affrontare lo scenario macro economico e finanziario che viviamo oggi in Europa". Donnet ha ricordato poi la più recente esperienza alla guida di Generali Italia, di cui ha condotto in porto l'integrazione, passando in tre anni da nove società assicurative a tre. 

Quindi i soci, è questo il messaggio del successore di Mario Greco (sulla cui uscita sono state chieste più volte delucidazioni in assemblea) e del numero due Alberto Minali (Cfo promosso a direttore generale), possono star tranquilli, visto che il gruppo procederà a far sì che gli azionisti "continuino a credere in noi, anche attraverso una giusta remunerazione del capitale investito". L'assemblea ha approvato il primo punto all'ordine del giorno, relativo al bilancio di esercizio 2015 e la destinazione dell'utile e la distribuzione del dividendo (0,72 euro per azione), un dividendo che è superiore del 20% a quello dell'esercizio precedente. 

In assemblea è poi emerso il tema della sottovalutazione del titolo. Sul tema è intervenuto Minali, secondo cui le azioni appaiono oggi sottovalutate rispetto al valore della compagnia. Generali "ha una posizione solida e robusta, ma non abbiamo dal mercato azionario le soddisfazioni che crediamo di meritare", ha detto il manager veronese. "Non siamo soddisfatti della performance del titolo. Il mercato non riesce a valorizzare le Generali, che hanno sotto-performato il mercato e gli indici", ha aggiunto Minali, ricordando che il target price medio assegnato dagli analisti è di 16,50 euro, con un potenziale incremento quindi del 20% rispetto al valore attuale. "Dobbiamo lavorare molto per far capire al mercato che in Generali c'è un valore inespresso che è maggiore dei 13,8 euro attuali. Philippe ed io lo fremo con i fatti", ha concluso Minali.

La compagine sociale conferma, come gli anni passati, la forte rappresentanza di investitori internazionali: in assemblea, per approvare il bilancio 2015, è stato presente il 19,87% del capitale sociale in mano ai fondi internazionali (il 20,97% lo scorso anno). Complessivamente, è stato presente il 46,8% del capitale. Poche le variazioni anche nella compagine estera: i primi due azionisti restano Blackrock, passato dal 2,61 del 2015 al 2,82% presentato in assemblea (ma il fondo si avvale della facolta' per gli investitori internazionali di non  comunicare al pubblico le proprie partecipazioni complessive sotto il 5%) seguito dal 2,005% di People bank of China, praticamente la stessa partecipazione dello stesso scorso.

Negli azionisti battenti bandiera italiana, praticamente fermi Mediobanca (al 13,21%) e il gruppo Del Vecchio, mentre il gruppo Caltagirone è salito dal 2,28% al 3% attuale (e non ha escluso di proseguire a crescere) e l'altro azionista storico, il Gruppo De Agostini. Socio che è sceso dal 2,43% all'attuale 1,7% (variazione che risale all'agosto scorso) e non prevede di variare la propria partecipazione in futuro. Sono i soci che complessivamente appoggiano la cosiddetta "lista Mediobanca", che ha ottenuto 11 consiglieri su 13 con il 67,41% dei voti. Eletti Gabriele Galateri di Genola, Francesco Gaetano  Caltagirone, Clemente Rebecchini, Philippe Donnet, Lorenzo Pellicioli, Ornella Barra, Alberta Figari, Sabrina Pucci (confermati), Paolo Di Benedetto e Diva Moriani (nuovi). La lista presentata da Assogestioni ha ottenuto il 32,15% dei voti, eleggendo Roberto Perotti (nuovo) e Paola Sapienza (confermata). 

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