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Generali, Unicredit sale oltre l’8% del capitale: Orfeo fa sul serio

Orcel vuole diventare decisivo in una partita enorme che ha come pietra angolare 800 miliardi di risparmio gestito. Sarà questo il suo trionfo?

Generali, Unicredit sale oltre l’8% del capitale: Orfeo fa sul serio
Banca Generali, sede

Dunque i numeri non mentono: secondo l’ultimo report dell’azionariato pubblicato da Generali, UniCredit detiene l’8,72% delle azioni del Leone ed è il terzo azionista del gruppo del Leone, dopo Mps (13,19%) e la Delfin della famiglia Del Vecchio (10,05%). Stabile la partecipazione di Francesco Gaetano Caltagirone al 6,26% e della famiglia Benetton al 4,86%.

L’avevamo scritto ieri, invitando l’amministratore delegato di UniCredit a mostrare i denti e a lanciare il guanto di sfida al mondo bancario, dopo una serie di operazioni non andate a buon fine (ma avendo moltiplicato per sette il valore azionario della banca). Non abbiamo certo l’arroganza di pensare che il Ceo ci legga, ma l’annuncio è significativo. Sembrava, infatti, che dopo gli acquisti in massa per arrivare in maniera “pesante” all’assemblea dello scorso anno, UniCredit avesse perso interesse per il Leone. Un po’ perché era impegnata ancora sul dossier BancoBpm, un po’ perché stava nel frattempo accantonando azioni in Commerzbank. Oggi lo scenario è drasticamente cambiato: Piazza Meda sta giocando una sua partita in cui, da una parte, potrebbe diventare parte del terzo polo, dall’altra potrebbe essere oggetto degli appetiti dei francesi.

Su Commerzbank pare che le interlocuzioni con i vertici della banca tedesca e con le autorità regolatorie teutoniche siano andate molto male. Orcel spera ancora di riuscire a creare un colosso da 21 miliardi di utili al 2030. Ma intanto si guarda intorno e cerca di capire come può essere centrale nel mondo della finanza. Generali è il pezzo pregiato del mondo economico europeo. Ha rischiato di finire in un bizzarro connubio con Natixis, fortunatamente evitato, ma ora può essere la triangolazione perfetta per UniCredit, che potrebbe anche tentare la scalata al Leone o, quantomeno, prodursi in un’alleanza strategica nella bancassicurazione che creerebbe un polo da oltre 150 miliardi di capitalizzazione complessiva, un gigante che potrebbe perfino competere sullo scenario globale. Insomma, la sensazione che tutti hanno avuto è che con la conferma di Luigi Lovaglio in Mps la stagione del risiko non fosse conclusa, ma anzi stesse iniziando solo a quel punto. E Orcel è pronto a dire la sua.

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