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generali 500

Con una nota diffusa in nottata il gruppo Generali ha annunciato di aver ceduto ieri a Scor le attività riassicurative vita negli Usa per un controvalore lordo complessivo atteso di 920 milioni di euro che include il versamento in contanti previsto da parte di Scor di 780 milioni al closing dell'operazione (ovvero 750 milioni cash, oltre a 30 milioni di profitti attesi) e il rilascio di 140 milioni di garanzie. L'operazione, sottolinea la nota di Trieste, genererà per il gruppo Generali una plusvalenza al netto delle tasse attesa a circa 150 milioni di dollari a livello consolidato, rafforzando ulteriormente il profilo di liquidità del gruppo con un miglioramento di circa 1 punto percentuale sull'indice Solvency I.

Positiva in Borsa la reazione alla notizia del titolo,
che stamane ha aperto la giornata in rialzo dell'1,3% circa riportandosi sopra i 14,5 euro per azione. Il controvalore complessivo lordo della transazione corrisponde del resto ad un multiplo intrinseco di circa 15 volte sugli utili del 2012, giudicato dagli investitori congruo per una cessione prevista fin dallo scorso settembre, quando si incominciò a parlare di una valutazione tra gli 800 milioni e il miliardo di dollari per gli asset oggetto di transazione. Unico "dispiacere", con la vendita di attività che garantivano un flusso di premi annui attorno agli 800 milioni viene meno una importante "testa di ponte" del gruppo italiano sul mercato statunitense.

Altri piccoli grattacapi sono invece dati al leone di Trieste dagli investimenti immobiliari, il cui portafoglio complessivo rappresentava a fine 2012 il 4,4% degli investimenti propri (contro il 4,9% di un anno prima), questi ultimi nel complesso pari a 338,8 miliardi di euro, in crescita di 28 miliardi dai 310,8 miliardi di fine 2011. A preoccupare sembra in particolare il futuro del progetto CityLife (società controllata al 68,5% da Generali Properties, mentre il restante 31,5% è in mano al gruppo Allianz) destinato a riqualificare il quartiere Fiera di Milano ma che negli ultimi mesi nonostante l'assegnazione alla Colombo Costruzioni della progettazione esecutiva e della realizzazione della Torre Isozaki, ha registrato un allungamento dei tempi per le realizzazione della torre disegnata da Zaha Hadid, della Park Tower e di tre edifici residenziali progettati di Daniel Libeskind (anche se CityLife continua a rassicurare che alla fine gli edifici verranno realizzati, solo con una "rimodulazione" dei tempi in base alla domanda di mercato).

mario greco

Con essi sono per il momento rinviati a tempo indeterminato 221 alloggi, mentre per altri 541 appartamenti di lusso (i prezzi di vendita sono da 8.500 euro al metro quadro a salire, come per gli appartamenti bloccati) già in costruzione o ultimati si parla di una percentuale di venduto che non supera il 50%. Per ora non si parla di una cancellazione definitiva o di un ridimensionamento, verso il basso, del numero di appartamenti complessivi, ma la prospettiva di far slittare la chiusura dei cantieri dal 2016 al 2023, ma certo Mario Greco per ora ha più motivi per dolersi che per rallegrarsi dell'eredità "in mattoni" lasciatagli dal suo predecessore Giovanni Perissinotto.

Lo stesso Perissinotto, del resto, aveva dovuto accettare i patti sottoscritti dalla compagnia con l'ex presidente Antoine Bernheim ed in particolare il rinnovo dell'affitto dell'appartamento a Venezia "senza pagamento, perché non gli è mai stata messa a disposizione a titolo privato". In quel caso però l'anziano manager francese aveva se non altro rinunciato ad una richiesta di risarcimento danni. Una storia che si ripete per Greco, visto che l'ex Ceo ravennate delle Generali, che per ora si è per la maggior parte riciclato nel business del mattone, continua a mantenere ("pacta sunt servanda", ha dovuto ammettere il presidente Gabriele Galateri in assemblea ad aprile alla domanda sul tema di un socio) l'appartamento che la società gli aveva fornito a Milano.

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