Lavorare dove e quando si vuole: oggi, 25 marzo, è “La Giornata del Lavoro Agile”, voluta e promossa da diversi Comuni in Italia. Gli obiettivi? Più tempo per sé, più qualità della vita, più produttività, meno stress e meno inquinamento. Sono oltre 127 le aziende che oggi sperimenteranno il ‘lavoro agile’, da Milano a Torino, da Trieste a Pescara, da Pozzuoli a Genova, mettendo così in discussione i soliti stereotipi su luoghi, orari e strumenti di lavoro, permettendo alle persone di lavorare da casa, dal bar, dal parco o dallo spazio di coworking che preferiscono.
“Questa straordinaria partecipazione – dichiara l’assessora del Comune di Milano Chiara Bisconti – conferma come e quanto sia sentita e diffusa l’esigenza di applicare forme diverse al lavoro quotidiano per decine di figure professionali. È una grande soddisfazione vedere come Milano abbia aperto una strada che ormai attraversa tutto il paese mentre anche in Parlamento sta per entrare nel vivo la discussione sulle modifiche normative che possono favorire questo tipo di soluzioni. Si tratta di un passaggio culturale importante e siamo contenti di essere protagonisti” conclude Bisconti.
I DATI – In Italia risultiamo essere un po’ indietro in tema di smart working rispetto ad altri Paesi. Solo l’8% delle aziende, infatti, secondo lo studio annuale del Politecnico di Milano, utilizzano modelli di smart working e 1 su 3 adotta policy di flessibilità riguardo a luogo/orario di lavoro.

LA TESTIMONIANZA – Non è il caso di Unify, azienda globale pioniere nelle comunicazioni con oltre 170 anni di storia. A testimoniarlo è Roberta Sala, Head of Purchasing Dept. di Unify Italia. Grazie alle soluzioni tecnologiche messe a disposizione dall’azienda, Roberta riesce da tempo a conciliare tutte le priorità della sua vita, incluse le sue passioni come la lettura, i concerti di musica pop, la cucina e lo sport.
Classe ’69, monzese, è sposata e ha due figli: una femmina di 11 anni e un maschio di 17 anni. Laurea nel 1993 alla Università commerciale Luigi Bocconi, in Economia Aziendale a Indirizzo Finanza Internazionale, inizia la sua carriere in KPMG come auditor, per poi passare nel ’95 in Reebok e nel 96 nel Gruppo Eni, come Controller. Nel 2000 inizia il suo percorso professionale in Siemens, come Responsabile reporting e controlling per una business unit. Dal 2008 è Head of purchasing in Unify.
“Mi faccio carico della gestione dei figli, li seguo nello studio, faccio l’autista per le loro attività sportive – racconta – .Uso la tecnologia quando mi porta un beneficio non in modo assoluto. Ad esempio sono una grande sostenitrice delle librerie e dei libri cartacei”.
Quanto tempo trascorre in ufficio e quanto a casa?
“Dopo la nascita di mia figlia sono rientrata in ufficio con un part time di 6 ore. Era il 2005 ed ero ancora in Siemens. Il mio capo era un uomo di nazionalità straniera (sud africano) che ha agevolato questa mia scelta. Ho sempre lavorato per obiettivi e quindi ho organizzato il mio tempo in modo da raggiungerli senza privarmi della possibilità di gestire anche il mio privato. Inizialmente era una flessibilità d’orario. Poi – grazie ai dispositivi mobili, come il pc portatile con connettività da remoto e il Blackberry – ho potuto gestire la mia attività anche senza essere fisicamente presente in ufficio. La recente disponibilità di nuove applicazioni ha ulteriormente agevolato la possibilità di organizzare il mio lavoro e renderlo compatibile, senza rinunce, con le mie esigenze personali e familiari. Le persone con le quali interagisco in ambito professionale (fornitori, colleghi locali e responsabili internazionali) non percepiscono, grazie alle soluzioni disponibili, la mia funzione part-time e la mia location operativa”.
Quali programmi utilizza per lavorare a distanza?
“Uso la ERP aziendale (un sistema di gestione, chiamato in informatica sistema informativo, che integra tutti i processi di business rilevanti di un’azienda, ndr). Poi Openscae Uc, uno strumento di comunicazione unificata (comunicare attraverso una molteplicità di strumenti), gestione della presenza (controllo della propria e visibilità di quella dei colleghi) e interazione controllata (con chi, quando e con quale strumento). Infine, molto utile è Circuit, strumento per gestire in modo dinamico conversazioni con differenti gruppi virtuali di utenti. Aiuta a pianificare, condividere e organizzare le proprie attività. Permette di collaborare in modo più efficace. All’interno di ogni conversazione è possibile condividere le informazioni, comunicare in modo multimediale, archiviare documenti, note, idee, messaggi, registrazioni audio, discussioni e decisioni, arricchendo in modo naturale le proprie conoscenze. E’ possibile anche coinvolgere utenti esterni all’azienda. Il tutto con un’unica applicazione, semplice e intuitiva, disponibile da un browser o tramite un’app”.
Quali erano i problemi prima di adottare questi strumenti?
“Maggiore necessità di esser presente in ufficio e maggiore difficoltà nel conciliare il part time con l’attività professionale, in particolare con colleghi internazionali, spesso distanti molti fusi orari. Complessità nella condivisione delle informazioni con persone non fisicamente vicine e nella gestione delle interazioni con i colleghi”.
Quali vantaggi apportano in termini lavorativi?
“Vita più organizzata e meno frenetica, possibilità di conciliare un lavoro di responsabilità con un forte coinvolgimento verso i figli. Quindi, maggiore motivazione e soddisfazione a prescindere da un contratto part-time. La qualità del lavoro non risente della mancata presenza in azienda in quanto gli strumenti aziendali supportano in modo efficace l’operatività all’interno di team virtuali”.
“Quali benefici a livello work-life balance?
“Essere una mamma presente senza rinunciare ad una crescita professionale. Possibilità di scegliere i miei tempi per le mie attività private”.
