Economia
Gli italiani fanno bene a concentrarsi sugli asset nazionali. Ecco perché
Con la BCE che riduce il bilancio e deficit in calo, Roma può puntare su vantaggi fiscali e domanda domestica

Gli italiani fanno bene a concentrarsi sugli asset nazionali. Ecco perché
Mentre i mercati sono concentrati sugli elevati livelli di debito pubblico globale e sui rischi di inflazione, un'analisi più approfondita della questione rivela un quadro leggermente più sfumato. Le prospettive del debito pubblico europeo sono in realtà piuttosto favorevoli, con un calo dei disavanzi, ad eccezione della Germania, e una bassa spesa per interessi rispetto al gettito fiscale che aiutano ad allocare i fondi nelle aree in cui sono necessari investimenti.
Tuttavia, sono necessari ulteriori investimenti, soprattutto per la sicurezza. È improbabile però che il finanziamento sia una questione che riguarda l'UE e non i singoli paesi. Ciò dà alla BCE lo spazio per continuare a ridurre il proprio bilancio e offre un contesto più favorevole per i titoli di Stato di quei Paesi dell’Eurozona che negli ultimi anni si sono allontanati da difficili situazioni politiche piuttosto che ai titoli dei paesi ex membri del nucleo centrale, come Francia e Regno Unito, ex membro dell'UE. In particolare, riteniamo che la periferia trarrà vantaggio da ulteriori miglioramenti, in particolare, l'Italia e la Grecia, che potrebbe avvicinarsi al rating BBB+ alla fine dell'anno.
Negli ultimi anni l'Italia ha fatto molto bene a concentrarsi sugli acquirenti nazionali, con spread più elevati o rendimenti più alti, dove i titoli nazionali hanno superato il 4%. Ora che la BCE sta facendo marcia indietro, ha ancora senso ridurre la proprietà di attività globali e concentrarsi sui vantaggi fiscali e sugli asset nazionali. L'Italia è stato un mercato con una bassa partecipazione interna: gli italiani hanno venduto titoli di Stato alla BCE e si sono orientati maggiormente verso il mercato globale. Un'inversione di tendenza in questi flussi è davvero sensata.
Tenendo presente questo, i prezzi sono effettivamente contenuti e dipendono dalla propensione al rischio dei mercati nel loro complesso. A nostro avviso, i rischi di recessione sono sopravvalutati, anche se c'è ancora spazio per un ulteriore inasprimento, soprattutto con l'Europa che si sta unendo sempre più di fronte ai rischi geopolitici in aumento.
Al momento siamo neutrali sui Btp, ma cercheremo opportunità di ingresso nei momenti di ribasso del mercato.
I titoli finanziari europei rimangono la nostra prima scelta, nonostante la loro recente sovraperformance. Anche le banche italiane hanno registrato una performance azionaria molto forte, che contribuisce a migliorare le opportunità di finanziamento.
Quanto alle nuove opportunità, riteniamo che il mercato abbia già scontato l’ingresso della Bulgaria nell’euro, con la Bulgaria che viene scambiata a un prezzo simile alla Francia, intorno a 65. I livelli di debito e i deficit sono solo una parte del puzzle, l'altra è costituita dai livelli di attività e dai flussi dei pagamenti. Si tratta ora più di un'operazione beta che di un'operazione alfa.
*A cura di Kaspar Hense, Senior Portfolio Manager, Investment Grade, RBC BlueBay
