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Google, un’asta online per l’adv online. Ecco la proposta all’Europa

Le autorità di Bruxelles le hanno comminato una multa da 2,42 miliardi di dollari

Google, un’asta online per l’adv online. Ecco la proposta all’Europa
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Google inizia a mettere sul tavolo delle proposte per cercare di placare i regolatori europei, che le hanno comminato una multa da 2,42 miliardi di dollari. La controllata di Alphabet ha avanzato una proposta per sottoporre a revisione le modalita’ di visualizzazione degli annunci di vendita nei propri risultati di ricerca, come richiesto dall’Antitrust dell’Unione europea. I competitor del gigante di Mountain View potranno, infatti, aggiudicarsi uno spazio per i propri prodotti avanzando delle offerte tramite un’asta. Lo hanno dichiarato fonti vicine al dossier.

Google competera’ con i rivali per cercare di ottenere i primi posti nei risultati di ricerca e stabilira’ un tetto massimo per le offerte, che potra’ eventualmente essere superato unicamente dai competitor. I competitor potranno, comunque, rivolgersi all’Unione nel caso in cui le modifiche dovessero rivelarsi insufficienti. La sanzione, contro cui Google ha di recente fatto ricorso in appello, e’ stata comminata dalla Commissione europea a fine giugno con l’accusa mossa a al gigante di Mountain View di aver abusato della posizione dominante del proprio motore di ricerca.

Secondo i pronostici, la battaglia legale potrebbe andare avanti per anni. Per ora non sono circolate indiscrezioni sulle argomentazioni messe sul tavolo dalla controllata di Alphabet per provare a ribaltare la decisione della Commissione Ue, che non ha rilasciato dichiarazioni. Un portavoce della Corte di Giustizia dell’Unione europea ha, pero’, rivelato che Google non ha ancora presentato un’ingiunzione di emergenza per sospendere la decisione. Senza di essa, il gigante di Mountain View potrebbe ancora essere obbligato a pagare la multa per aver favorito i propri servizi di shopping nei suoi risultati di ricerca a spese dei competitor, come Foundem.co.uk e Kelkoo.com.

Secondo le autorita’ europee, queste alterazioni hanno portato Google ad aumentare il suo traffico di 45 volte in Uk e di 35 volte in Germania, a fronte di un calo di quello dei rivali dell’85% in Gran Bretagna e del 92% in Germania. La multa e’, in ogni caso, inferiore al tetto massimo previsto dalle regole Ue, visto che sarebbe potuta arrivare al 10% del giro affari di Google (pari a 80 miliardi di euro nel 2016) e quindi a 8 miliardi. La decisione dell’Unione europea, se confermata, potrebbe rappresentare un precedente per gli altri servizi della compagnia, come quelli relativi alle mappe e ai viaggi, gia’ sotto la lente dei regolatori europei.

Dal 27 giugno, giorno in cui e’ stata comminata la multa, al gigante di Mountain View sono stati concessi 90 giorni per porre fine alle condotte incriminate e illustrare come avrebbe dato seguito a quanto richiesto dall’Ue. In caso contrario, sarebbe andata incontro (e il rischio c’e’ ancora) a un’ulteriore multa pari al 5% dei ricavi medi globali giornalieri della compagnia. L’Ue ha altre due indagini aperte sulle pratiche di Google, una su Android e l’altra su Adsense.