Cade Draghi, in fumo soldi e riforme
“Penso a tutto ciò che va in fumo, se penso ai soldi del Pnrr che sarebbero dovuti arrivare, quei 19 miliardi che non arriveranno per via di questa crisi. Se penso anche alle riforme importanti che stavano per essere approvate, e che non verranno approvate”. Il requiem di Enrico Letta al governo Draghi punta su quanto ‘Italia rischia di perdere a causa di una crisi arrivata in un momento a dir poco delicato per il paese.
A fare il punto ci pensa Repubblica, che oltre a ribadire la cifra monstre che rischia di andare in fumo, fa una panoramica delle riforme che rischiano di saltare: “Se il decreto Aiuti si farà in ogni caso con le misure a sostegno di famiglie e imprese, così non si può dire del pacchetto lavoro e pensioni. Salario minimo, taglio del cuneo, superamento della legge Fornero, rinnovo dei contratti si fermano. Il Pnrr subisce una forte battuta d’arresto, se non per le procedure già avviate”.
Come sottoinea Repubblica, “le grandi riforme — appalti, concorrenza, fisco, giustizia — rimangono inattuate. Senza parlare di delicatissimi snodi di politica industriale, come la cessione di Ita, l’ex Alitalia, a un passo dalla trattativa in esclusiva con un partner straniero (in corsa il gruppo Msc e Lufthansa). E l’altrettanto strategico dossier sulla rete unica, contesa tra chi gestisce l’infrastruttura — Tim e Open Fiber — e i fondi che ci hanno investito, Kkr e Macquarie”.
Profumo: “I mercati ci stanno già punendo”
Ma i rischi sono anche a livello finanziario ed economico, con la possibilità di una tempesta perfetta tra borsa e spread, con i Btp che toccano livelli greci. “Sono molto preoccupato. E’ tornato il rischio Italia, con un’Europa molto più debole rispetto al passato”, dice a La Stampa il presidente della Compagnia di San Paolo e dell’Acri Francesco Profumo. “Draghi oltre a essere il riferimento per il nostro Paese ha rappresentato molto altro. L’atteggiamento di alcuni partiti, in questa fase, – aggiunge – mi è sembrato veramente irresponsabile”.
Aggiunge Profumo nell’intervista a La Stampa: “E’ una situazione difficile e non trovo alcuna spiegazione, se non una visione di brevissimo termine, di tipo elettorale. Ma stavolta non sono certo che paghi. Anzi, sono convinto che gli elettori dimostreranno più responsabilità rispetto ai loro rappresentanti”.

