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Economia

Di Silvio Ceci

"Enrico Letta è un abile comunicatore: dice che con il nuovo Isee intende affrontare lo scandalo dei finti poveri, una vera offesa per coloro che han davvero bisogno dei servizi del welfare. Messa in questi termini, chi potrebbe dargli torto? Poi leggi il testo del nuovo Isee licenziato dal consiglio dei ministri e ti accorgi che suona come una mazzata anche per le famiglie oneste, che tutto hanno sempre dichiarato. Appare evidente come con il nuovo strumento quasi tutti si scopriranno 'più ricchi', grazie, ad esempio, alla rivalutazione degli immobili ai fini IMU (e non più ICI) e alla contestuale riduzione della franchigia della componente mobiliare".

Con quale risultato? "Se due genitori vivono con il loro unico figlio in una casa modesta di periferia del valore Imu di 30/40mila euro, si ritroveranno un valore Isee superiore tra il 20 o il 30%. Ebbene, se il loro figlio frequenta il nido, la famiglia spenderà fino a mille euro in più all’anno".

Il nuovo Isee, almeno nella prima versione discussa nelle commissioni finanza e sociale, era stata presentata come favorevole per le famiglie numerose. Non raccontatelo però agli esponenti dell’associazione che li rappresenta: "I ritocchi alla scala di equivalenza  sono veramente quisquiglie. Quella rappresentata nel nuovo ISEE è lontana anni luce dalla scala proposta dal Forum con il 'Fattore famiglia' ma anche dalla scala di povertà elaborata dall’Istat, secondo cui il primo figlio ha un costo pari mediamente a 0,5 volte il costo di un adulto, 0,62 il secondo, 0,78 il terzo e così via. Insomma, lo Stato continua a non tener conto dell’effettivo peso che si assume una famiglia mettendo al mondo un figlio. Una scelta, certo, individuale o meglio di coppia, ma orientata verso il bene comune: perché senza nuovi figli la società è condannata all’inverno demografico".

"Il nuovo Isee è la cartina di tornasole di una repubblica che non investe in politiche familiari –I risultati sono sotto gli occhi di tutti e certificati dai rapporti annuali Istat: e cioè che la percentuale delle famiglie che arrivano sulla soglia di povertà cresce in modo esponenziale alla crescita del numero dei figli".

Il dubbio: "Non abbiamo mai visto circolare, in ministero, simulazioni, se non per casi particolarissimi. Il Governo continua a presentarci il nuovo ISEE come uno strumento di equità. Così dovrebbe essere. A noi sembra però che sia uno strumento per disimpegnarsi dal welfare".

Sarebbe auspicabile un periodo sperimentale del nuovo Isee e di una conseguente verifica finale a cui partecipino anche i rappresentanti delle famiglie. Anche perché così, dialogando con le associazioni, forse si eviteranno i gravi errori recentemente commessi su IMU ed esodati. Perché poi a pagare sono sempre e solo i cittadini e le famiglie.

Alla luce della politica dei nostri governanti , in Italia  avere dei figli non è considerata una benedizione, ma purtroppo una maledizione ! Povere famiglie italiane !

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