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Economia
Grecia, Atene risponde a Berlino: ci vogliono zittire

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

Mentre è arrivata la lettera della Grecia a Bruxelles sulla richiesta di proroga di 6 mesi del programma di supporto internazionale, ad Atene nel direttivo di Syriza, il partito del premier Alexis Tsipras che ha vinto le elezioni del 25 gennaio, si discute sul da farsi nella complessa trattativa con l'Ue. Tengono ancora banco le dure parole dell'altro ieri del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che ha accusato di "irresponsabilità il governo greco" e che oggi ha fatto il bis rispedendo immediatamente al mittente la missiva di Atene che "non presenta alcuna proposta di soluzione sostanziale".

"In Europa c'è un problema di democrazia. Non possiamo accettare che il ministro dell'Economia tedesco Wolfgang Schaeuble parli di irresponsabilità del governo greco e sindachi sulla scelta che ha fatto il popolo ellenico nelle elezioni del 25 gennaio", tuona ad Affaritaliani.it Vassilis Primikiris (nella foto sotto), membro della segreteria nazionale di Syriza e uno dei fondatori assieme a Tsipras del partito della sinistra radicale. "Chi è il Sig. Schaeuble - continua Primikiris - per dire questo?". "E' responsabile forse il governo tedesco - tuona ancora il politico - che ha portato la Grecia ad avere 1,5 milioni di disoccupati e il 45% della popolazione a vivere al di sotto della soglia di povertà?".

Primikiris
 

In attesa che l'Eurogruppo si pronunci domani sulla richiesta della Grecia che al momento, riferiscono ad Affaritaliani.it alcune fonti comunitarie, trova l'opposizione della Germania, Olanda, Belgio, Finlandia e Slovacchia (5 Paesi dunque su 18), per Primikiris "la Commissione Ue sembra non rappresentare tutti i popoli dell'Unione Europa, ma un solo un Paese e cioè la Germania".

Berlino vuole "una Grecia che non fiati e non critichi la sua politica del rigore. Attraverso la Grecia, la Germania vuole eliminare il dissenso contro le politiche di austerità, perché ha paura che in futuro non soltanto forze politiche di sinistra, ma anche le borghesie nazionali di vari Paesi capiscano che non si può andare più avanti con il rigore di bilancio".

La grande paura della Merkel? "Che, dopo la Grecia, sia il turno dell'Italia. Solo che Atene ha 350 miliardi di debito mentre Roma ne ha oltre 2.000", conclude Primikiris.

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