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Economia
Grecia/ Mario Draghi tende la mano a Tsipras e aumenta i fondi Ela alle banche

Mario Draghi ha nuovamente aumentato il limite massimo per la concessione di liquidità di emergenza Ela a favore degli istituti di credito ellenici. Sale di 1,5 miliardi di euro a 75,5 miliardi. Si tratta sostanzialmente dell'ultimo canale disponibile a favore di Atene per approvvigionarsi di liquidità. Infatti la Grecia, da anni estromessa dal mercato dei titoli di Stato a lunga scadenza, continua a collocare titoli a breve scadenza in virtù del fatto che nella maggior parte dei casi vengono acquistati dalle sue banche che poi li utilizzano come garanzie (collaterali) per aggiudicarsi i rifinanziamenti della Bce.

Il meccanismo si paralizzerebbe del tutto se l'istituzione monetaria chiudesse anche questo rubinetto. Lo scorso febbraio la Bce ha tolto alle banche greche l'accesso ai rifinanziamenti ordinari, aprendo contestualmente l'Ela (Emergency liquidity assistance), che prevede tassi di interesse più elevati. La Grecia conta comunque di ottenere un cuscinetto di liquidità pari a 2,5 miliardi di euro grazie al trasferimento delle liquidità degli enti pubblici sul conto corrente della Banca centrale, in modo da far fronte a tutte le scadenze finanziarie fino a fine maggio.

"Il mio obiettivo sono 2,5 miliardi. Voglio che questi 2,5 miliardi coprano qualsiasi necessità si dovesse presentare. Lo ripeto, tenendo conto anche dello scenario peggiore per il mese di maggio", ha affermato il viceministro delle Finanze, Dimitris Mardas, fiducioso sull'esito positivo dei negoziati con i creditori internazionali anche se ad Atene mancano ancora 350-400 milioni per far fronte ai pagamenti di aprile.Si ricorda che Atene per far fronte alle numerose scadenze nei prossimi mesi ha bisogno dell'erogazione dell'ultima tranche del pacchetto di aiuti che ammonta a 7,2 miliardi di euro. Per ottenere i finanziamenti deve però prima convincere i creditori internazionali, quindi Bce, Commissione Ue e Fmi, delle riforme che intende mettere in campo per risanare l'economia. Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni, il Paese starebbe respingendo le richieste avanzate dall'ex Troika sul taglio alle pensioni e sull'aumento dell'Iva nelle zone turistiche.

Da parte sua "la Bce continuerà a fornire liquidità alle banche greche fino a quando saranno solventi e avranno sufficiente collaterale", ha assicurato il consigliere dell'Eurotower, Benoit Coeure, in un'intervista al quotidiano greco Kathimerini, sostenendo che l'imposizione di controlli sui capitali "non è un'ipotesi di lavoro" per la Bce così come la possibilità che il Paese possa lasciare la zona euro è "fuori discussione". Coeure ha però rilevato che l'incertezza sullo stallo tra Atene e i suoi creditori sta avendo conseguenze negative sull'attività economica e rischia di avere un impatto sul suo sistema finanziario. In realtà qualche piccolo progresso è stato fatto, ma con ogni probabilità ci vorranno ancora alcune settimane per raggiungere un accordo tra Eurogruppo e Grecia, che consenta di stabilizzare l'allarmante situazione di cassa del Paese.

La Grecia infatti non presenterà una lista di riforme all'Eurogruppo di venerdì. Thomas Wieser, a capo del working group dell'Eurogruppo che prepara i lavori per gli incontri dei ministri, si è detto comunque sicuro che Atene consegnerà la lista il mese prossimo. "Il tempo scorre. Non ci sarà alcuna lista a Riga, ma nel corso del mese di maggio sarà pronta", ha detto. "La liquidità è già un po' scarsa, ma dovrebbe essere sufficiente fino a giugno. Credo fermamente che i negoziati possano ancora concludersi con successo", ha concluso Wieser.

Come al solito chi nutre limitate aspettative sulla crisi greca è la Germania. "Abbiamo aspettative limitate" sul vertice dei ministri delle Finanze della zona euro di venerdì a Riga, ha osservato il portavoce del ministero delle Finanze tedesco, Martin Jaeger, aggiungendo che i ministri delle Finanze si aspettano che al meeting di Riga si giunga a una relazione provvisoria sulla Grecia. Potrebbe quindi acquisire maggior rilevanza l'Eurogruppo dell'11 maggio, il giorno prima della scadenza di 770 milioni di debiti da rimborsare al Fmi.

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