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Grecia/ Schaeuble: “Tsipras irresponsabile”. Berlino affossa la Borsa di Atene

Grecia/ Schaeuble: “Tsipras irresponsabile”. Berlino affossa la Borsa di Atene
schaueble
Inizia male l’Eurogruppo sul debito ellenico. Dopo essersi detto “scettico” sulla possibilità che la riunione dei ministri finanziari dell’Eurozona si chiuda con un accordo, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, ha accusato il governo Tsipras di portare avanti la trattativa in maniera “irresponsabile”. Intanto, il tempo stringe e la Borsa di Atene va giù, proprio dopo le dichiarazioni del ministro tedesco. Ecco i punti sul tavolo della trattativa a Bruxelles
Grecia/ Schaeuble: “Tsipras irresponsabile”. Berlino affossa la Borsa di Atene
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di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

Comincia sotto i peggiori auspici l’Eurogruppo di oggi che dovrebbe trovare un accordo fra la Grecia e i creditori internazionali, almeno per la parte che riguarda l’Europa e la Bce, sul debito ellenico. Dopo essersi detto “scettico” sulla possibilità che la riunione dei ministri finanziari dell’Eurozona si chiuda con un accordo, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha accusato il governo Tsipras di portare avanti la trattativa in maniera “irresponsabile”.


 “Mi spiace per i greci, hanno eletto un governo che al momento si sta comportando in maniera irresponsabile“, ha affermato Schaeuble in un’intervista radiofonica, “mi sembra che per questo nuovo esecutivo sia tutto una grande mano di poker”. Interrogato sulla possibilità che Atene esca dall’euro, il ministro tedesco ha risposto che “non è quello che vogliamo” ma che tocca alla sua controparte ellenica, Yanis Varoufakis, prendere una decisione.

Sul piatto del vertice di Bruxelles, ci sono le richieste del premier ellenico, Alexis Tsipras, di avere più tempo (“e non soldi”) per arrivare a un nuovo accordo con i partner europei, per pensionare definitivamente il memorandum sottoscritto dal precedente governo Samaras con la Troika. Dopo aver accantonato la richiesta di un taglio nominale della parte del debito ellenico (circa 240 miliardi di euro) detenuta in mano pubblica, indebitamento che ammonta in totale a 315 miliardi, il 175% del Pil del Paese, Atene propone di ridurre il surplus del bilancio da 3 all’1,5% nel 2016, ma gli altri partner europei temono una deriva nei conti e il ritorno a vecchi vizi di un tempo della finanza ellenica che ha condotto il Paese nel baratro del default.

Poi c’è il problema del finanziamento per i prossimi due mesi: il governo greco chiede la possibilità di alzare di 8 miliardi il tetto di emissione di bond a tre mesi, oggi fissato a 15 miliardi di euro, e già esaurito. Sul punto la Ue, Fmi e Bce non hanno dato il “disco verde”, anzi la Bce ha cessato di accettare bond greci come collaterale.

*BRPAGE*

Atene non cede e chiede che la Bce versi a sua volta nelle casse greche i profitti pari a 1,9 miliardi di euro di plusvalenze sull’acquisto dei titoli greci con l’Smp nella calda estate dell’euro del 2010, ma anche su questo non c’è intesa. Per ora la Bce ha aumentato a 65 miliardi i crediti dell’Ela, la linea di emergenza di cui si verificherà la fattibilità il 18 febbraio a Francoforte, altra data della corsa ad ostacoli per salvare il Paese.

Varoufakis chiede di trasformare i prestiti bilaterali e dell’Efsf, oggi Esm, in bond legati alla crescita del Pil greco, e dimodificare i bond in mano alla Bce in obbligazioni perpetue, ma anche qui le distanze tra le parti sono lontane perché i partner fanno notare che le scadenze sono già molto lunghe e i tassi molto bassi.

Inoltre Atene ha chiesto di rottamare il 30% delle riforme contenute nel Memorandum approvate dal precedente governo Samaras, sostituendole con dieci nuove proposte concordate con l’Ocse. Restano i dubbi sulla reale capacità di implementare le riforme, da tempo varate dal Parlamento da parte del nuovo esecutivo. Il tempo stringe, perché i capitali continuano a prendere la via dell’estero e la Borsa di Atene continua ad accusare l’incertezza. Il listino cede il 3,88% proprio sulla scia delle dichiarazioni di Schaeuble, che si è detto “scettico” sulla possibilità di chiudere il vertice di oggi con un accordo.