A- A+
Economia

di Massimo Gargiulo

Nelle elezioni politiche italiane c’è un solo vincitore: Beppe Grillo arrivato primo con il Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati con quasi 8miloni e 700mila voti (25,55%) ottenendo 109 deputati e in grado di condizionare la maggioranza in Senato con i 7miloni e 300 voti ricevuti (23,79%) e i suoi 54 senatori. Tutti gli altri sono stati sconfitti.

Forte del successo ottenuto, Beppe Grillo dichiara di voler tornare al più presto alle urne nella convinzione di potersi aggiudicare il premio di maggioranza sia alla Camera che al Senato e in tal modo di poter “cambiare il mondo”. 

In attesa di vedere come evolveranno le cose e se si arriverà o meno a breve ad uno scioglimento anticipato del Parlamento, si incomincia a riflettere su quali effetti lo tsunami Grillo produrrà sulla vita civile italiana dopo essersi abbattuto sui partiti nati a seguito della caduta del muro di Berlino e della stagione di “tangentopoli” del 1992.

Certo è che, come scrive oggi Dario Di Vico in suo tweet all’indirizzo @dariodivico  “Siamo a più di dieci giorni dal voto e continua l'afasia delle "parti sociali". Sembrano che non sappiano da dove ri-cominciare”.

Un’osservazione, quella di Di Vico che segue a quanto da lui pubblicato  sul Corriere della Sera il 4 marzo 2013 “Anche per la “società di mezzo”, intendendo con questa dizione la realtà delle Associazioni imprenditoriali e del Sindacato dei lavoratori, “fare i conti con i risultati elettorali non sarà facile. Perché mentre la politica tenterà di costruire nuovi e più complicati equilibri politici … l’associazionismo e la rappresentanza si dovranno misurare con i mutamenti indotti nella dialettica sociale”.

“La prima dimostrazione – proseguiva Di Vico – che per sindacati, Confindustria (l’associazione delle imprese), Rete Imprese Italia (che raggruppa le aziende del commercio e dei servizi, gli artigiani e i piccoli imprenditori) sarà arduo difendere gli spazi di protagonismo che avevano tradizionalmente occupato viene anche dal dibattito di questi giorni ….” che vede relegati in secondo piano i temi dell’economia reale e della crescita rispetto a quelli della riforma della politica.

Probabilmente c’è di più. Temi sui quali il dibattito proseguiva distrattamente, senza una vera volontà di giungere a delle conclusioni operative, quali la legislazione sul conflitto di interessi, l’introduzione di un tetto agli emolumenti dei manager della aziende (Svizzera docet) e delle quote rosa nei board delle società per azioni previste dall’Unione Europea, le liberalizzazioni nel campo delle professioni, sembrano destinati ad entrare prepotentemente non soltanto nell’agenda della politica, ma anche in quella del mondo associativo imprenditoriale e professionale, mettendo in discussione un impianto corporativo refrattario a veri cambiamenti.

A questo si aggiunga che “Negli ultimi giorni di campagna elettorale – come annota Di Vico – Grillo si era lanciato in un attacco ai corpi intermedi di non facile decrittazione …. ribadendo un’idea della democrazia in cui sembra esserci poco spazio per la società di mezzo. La sua è una proposta top down e tende ad azzerare gli organismi intermedi di ascolto e canalizzazione del consenso”.

E qui si inserisce un altro tema: l’evoluzione della Rete. “Per come ha saputo usarla il duo Casaleggio – Grillo assomiglia non solo ad uno straordinario strumento di comunicazione, ma anche ad una sorta di infrastruttura del consenso”.

E’ su questo piano che la “società di mezzo” è chiamata alla sfida. Una sfida che il movimento ambientalista italiano, ormai scavalcato dal Movimento 5 Stelle, ha già perso.

 

 

 

 

Tags:
sindacatom5sgrillo
i più visti
in evidenza
Italia ripescata ai mondiali? La sentenza della Christillin (Fifa)

Il caso scottante

Italia ripescata ai mondiali?
La sentenza della Christillin (Fifa)


casa, immobiliare
motori
A luglio nei concessionari la nuova Mercedes Classe T

A luglio nei concessionari la nuova Mercedes Classe T

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.