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Guerra in Iran, emessa in 15 giorni la CO2 di 1,1 mln di auto in un anno

Se il comparto bellico fosse uno Stato, sarebbe il quinto più inquinante

Guerra in Iran, emessa in 15 giorni la CO2 di 1,1 mln di auto in un anno

Numeri così non si vedevano dal 1945, vale a dire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Nell’ultimo anno sono scoppiate 59 guerre, si tratta di numeri impressionanti che fanno sempre più potenti i produttori di armi e che contribuiscono in maniera significativa a peggiorare la situazione a livello ambientale. Per l’industria bellica, che non ha mai conosciuto momenti di crisi, sono anni d’oro. I numeri – riporta il Dataroom di Milena Gabanelli su Il Corriere della Sera – sono raccolti nell’ultimo rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute pubblicato nel 2025 e basato su dati del 2024: i profitti delle prime 100 aziende produttrici di armi hanno raggiunto 679 miliardi di dollari, con una crescita del 26% in dieci anni.

Le attività militari sono responsabili del 5,5% delle emissioni mondiali di gas serra. Se il comparto bellico fosse uno Stato, sarebbe il quinto più inquinante dopo Cina, Usa, India e Ue. Dal febbraio 2022, ad esempio, le emissioni generate dall’attacco russo all’Ucraina hanno superato 311 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. È quanto documenta lo studio Climate Damage Caused by Russia’s War in Ukraine: una quantità di CO2 poco inferiore alle emissioni annuali prodotte dall’Italia. Poi c’è un dato emblematico, seppur parziale che emerge dal conflitto in Iran. al momento c’è solo l’analisi del think tank Climate and Community Institute: il centro di ricerca stima che nei primi 15 giorni i bombardamenti abbiano prodotto oltre 5 milioni di tonnellate di CO2, pari a quelle emesse in un anno da 1,1 milioni di automobili a benzina.

La distruzione di Gaza – prosegue Il Corriere – ha generato oltre 1,3 milioni di tonnellate di CO2. Le emissioni, segnalate da uno studio pubblicato sulla rivista One Earth, riguardano esclusivamente le attività militari: i voli e i bombardamenti israeliani, le operazioni statunitensi per trasportare in Israele 50 mila tonnellate di equipaggiamenti e rifornimenti, oltre all’impiego di razzi e artiglieria. Questa è solo una parte del problema, sono numeri impressionanti che distruggono sul nascere ogni tentativo di salvaguardare l’ambiente.