I prezzi del petrolio sono tornati sopra i 100 dollari al barile mentre le nuove azioni dell’Iran contro le forniture energetiche in Medio Oriente e le minacce di gravi ripercussioni sull’economia globale hanno oscurato il rilascio record di greggio dalle riserve strategiche annunciato dall’Agenzia internazionale dell’energia (Aie). I due principali contratti sul greggio sono saliti con forza: il Brent ha guadagnato oltre il 9% arrivando fino a 101,59 dollari al barile, mentre il Wti è salito fino a sfiorare i 96 dollari. All’inizio della settimana entrambi avevano registrato rialzi fino al 30 per cento, raggiungendo picchi vicini ai 120 dollari. Con le ostilità che non accennano a diminuire, gli analisti avvertono che un prezzo compreso tra 90 e 100 dollari al barile potrebbe diventare la nuova normalità per un periodo. L’Aie ha annunciato che i paesi membri hanno concordato di liberare 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche – il più grande rilascio mai effettuato – di cui 172 milioni dagli Stati Uniti. La misura, tuttavia, non è bastata a dissipare i timori per un blocco delle forniture energetiche dal Medio Oriente, con lo stretto di Hormuz – attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale – di fatto paralizzato.
Le Borse asiatiche viaggiano in calo dopo due giorni di guadagni, con i prezzi del petrolio tornati a salire oltre i 100 dollari al barile, sulla scia delle nuove interruzioni dell’offerta causate dall’escalation della guerra in Medio Oriente. L’indice Nikkei del Giappone cede l’1,45%, il Kospi della Corea del Sud arretra dello 0,97%, l’indice Shanghai Composite della Cina perde lo 0,10%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong segna una flessione dell’1,14%.
Future in forte calo a Wall Street poiché i prezzi del petrolio hanno ripreso a salire, alimentando i timori di una recrudescenza dell’inflazione. Il greggio è risalito sopra i 100 dollari al barile, poiché la prospettiva di una guerra prolungata con l’Iran ha oscurato l’azione coordinata da parte delle principali economie. I mercati hanno giudicato insufficiente il rilascio di petrolio di emergenza da parte dell’Aie, pari a 400 milioni di barili di greggio, che include 172 milioni di barili provenienti dagli Stati Uniti, la cui consegna richiederà circa 120 giorni. I future sul Dow Jones cedono lo 0,96%, quelli sull’S&P 500 perdono lo 0,75% mentre i future sul Nasdaq arretrano dello 0,76%.
Apertura in calo per le principali piazze europee con i timori di un prolungamento del conflitto in Medio Oriente e le nuove minacce iraniane su Hormuz e ora anche il Mar Rosso. Francoforte, a pochi minuti dall’avvio, cede in lo 0,22%, Parigi lo 0,46%, Londra lo 0,15%. Madrid cede lo 0,37%, Amsterdam lo 0,43%. Milano lo 0,18%. C’è forte tensione sui prezzi di gas e greggio che questa notte ha nuovamente superato i 100 dollari al barile, a 100,29 dollari, nonostante il rilascio delle scorte di emergenza decisio ieri dai 32 paesi dell’Aie per 400 milioni di barili. Il Brent a pochi minuti dalla partenza delle contrattazioni sui listini europei è in rialzo del 5,26%, a 96,91 dollari al barile, mentre il Wti è a quota 91,29 dollari (+4,61%).
Il timore è che siano insufficienti se la guerra dovesse andare avanti ancora a lungo, riuscendo a coprire circa 20 giorni. Nelle ultime 24 ore almeno sei navi sono state colpite nello Stretto di Hormuz che resta bloccato. Ieri l’Iran ha sottolineato che non una goccia di petrolio passerà attraverso Hormuz e di prepararsi a prezzi a 200 dollari al barile. L’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars ha affermato inoltre che gli Houthi in Yemen e altri gruppi sostenuti dall’Iran potrebbero chiudere lo stretto del Mar Rosso, all’estremità meridionale della Penisola Arabica, rotta alternativa per il petrolio saudita.
Piazza Affari
Piazza Affari apre in calo con l’indice Ftse mib a -0,2% a quota 44.682. Sul listino scatta Leonardo a +4,96%, la societa’ ha pubblicato i dati del 2025 e ha aggiornato il Piano Industriale 2026-2030. Nella difesa sale anche Fincantieri +1,68%. In rialzo Popolare di Sondrio che avanza a +2,3%, Bper +1,73%, nel giorno assemblea straordinaria Bper Banca, per deliberare sulla fusione per incorporazione in Bper Banca di Banca Popolare di Sondrio. In calo Intesa Sp -0,86%, Unicredit -0,3%, Mps cede l’1,27%, Mediobanca -0,79%, Banco Bpm -0,6%. Bene Generali +1,68%. Giu’ Stellantis -0,9%, Nelle telecomunicazioni sale Tim +0,94%. Tra gli energetici Eni +0,23%, Enel -0,21%.

