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Iran, il petrolio torna sopra i 100 dollari al barile. Borse europee deboli, Piazza Affari amplia le perdite

Dopo due giorni col segno positivo, crollano le asiatiche. Si teme un conflitto lungo

Iran, il petrolio torna sopra i 100 dollari al barile. Borse europee deboli, Piazza Affari amplia le perdite
Mercati Finanziari

I prezzi del petrolio sono tornati sopra i 100 dollari al barile mentre le nuove azioni dell’Iran contro le forniture energetiche in Medio Oriente e le minacce di gravi ripercussioni sull’economia globale hanno oscurato il rilascio record di greggio dalle riserve strategiche annunciato dall’Agenzia internazionale dell’energia (Aie).

I due principali contratti sul greggio sono saliti con forza: il Brent ha guadagnato oltre il 9% arrivando fino a 101,59 dollari al barile, mentre il Wti è salito fino a sfiorare i 96 dollari. All’inizio della settimana entrambi avevano registrato rialzi fino al 30 per cento, raggiungendo picchi vicini ai 120 dollari. Con le ostilità che non accennano a diminuire, gli analisti avvertono che un prezzo compresotra 90 e 100 dollari al barile potrebbe diventare la nuova normalità per un periodo.

L’Aie ha annunciato che i paesi membri hanno concordato di liberare 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche – il più grande rilascio mai effettuato – di cui 172 milioni dagli Stati Uniti. La misura, tuttavia, non è bastata a dissipare i timori per un blocco delle forniture energetiche dal Medio Oriente, con lo stretto di Hormuz – attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale – di fatto paralizzato.

Borse europee

Le Borse europee viaggiano in calo a meta’ seduta, con i prezzi del petrolio vicini ai 100 dollari, che riaccendono i timori di inflazione e riducono la probabilita’ di tagli dei tassi da parte delle banche centrali. La prospettiva di una guerra prolungata con l’Iran ha oscurato il rilascio coordinato senza precedenti delle riserve petrolifere da parte delle principali economie. Parigi cede lo 0,57%, Francoforte arretra dello 0,12% e Londra perde lo 0,45%. Milano lascia sul terreno lo 0,89% e Madrid segna una flessione dello dell’1,36%

Piazza Affari

 Piazza Affari amplia le perdite al parziale di meta’ seduta, con l’indice Ftse mib a -0,9% a quota 44.375, la peggiore rispetto alle altre borse europee, appesantita dalle banche. Incidono le incertezze sulla durata del conflitto in Medio Oriente, che intanto sta impattando sui mercati energetici. Sul listino milanese vola Leonardo a +7,45% a 64,94 euro per azione, dopo la presentazione dei conti del 2025, della cedola e dell’aggiornamento del piano industriale al 2030. Nella difesa sale anche Fincantieri +2,48%. Nel credito la Popolare di Sondrio +0,23%, Bper -0,8%, nel giorno assemblea straordinaria Bper Banca, per deliberare sulla fusione per incorporazione in Bper Banca di Banca Popolare di Sondrio. Vendite su Intesa Sp -1,96%, Unicredit -2%, Mps cede il 2,95%, Mediobanca -2,67%, Banco Bpm -2,04%. Bene Generali +2,2%.

A sostenere il titolo della compagnia i conti del 2025, chiuso con un risultato operativo di 8 miliardi (+9,7%) e un utile netto normalizzato di 4,3 miliardi (+14,5%), entrambi dati record. E il dividendo +14,7%. Giu’ Stellantis -1,1%, Nelle telecomunicazioni piatta Tim. Tra gli energetici Eni +0,38%, Enel -0,65%, Saipem -1,75%. Arretra anche il lusso con Cucinelli -2,33% e Moncler -1,45%. Sul fronte valutario l’euro e’ in calo sotto quota 1,16 dollari, mentre si intensifica il conflitto in Medio Oriente e torna a salire la domanda del dollaro come bene rifugio. La moneta unica passa di mano a 1,1547 dollari (-0,16%) e a 183,39 yen (-0,27%). Cambio dollaro/yen a 158,80 (-0,1%). Nel mercato obbligazionario, lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi viaggia stabile a 75 punti base in linea con l’avvio. Il rendimento sale al 3.70%