Il petrolio torna a salire a inizio settimana sui mercati asiatici, sostenuto dai timori di nuove interruzioni dell’offerta dopo che domenica le forze statunitensi hanno colpito due lanciarazzi iraniani sull’isola di Larak, nello Stretto di Hormuz. Il Brent ha superato la soglia dei 90 dollari al barile, attestandosi a 90,18 dollari, in rialzo del 2,35%, mentre il Wti ha oltrepassato gli 85 dollari, a 85,16 dollari, con un progresso del 2,12%. I Guardiani della Rivoluzione hanno riferito che il raid statunitense sull’isola di Larak ha provocato morti e feriti tra le forze iraniane e hanno rivendicato, in risposta, attacchi contro basi militari americane in Giordania.
Le nuove tensioni hanno riacceso i timori per i flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz, una delle rotte più importanti al mondo per il trasporto di petrolio e gas, dove il traffico navale resta fortemente condizionato dal conflitto in Medio Oriente, ormai entrato nel sesto mese. “Il rischio per l’offerta resterà elevato e le scorte di petrolio continueranno a diminuire nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”, ha osservato Tamas Varga, analista di PVM Oil Associates sentito da Cnbc, secondo cui la crisi iraniana “ha probabilmente cambiato gli equilibri di sicurezza in Medio Oriente”.


