Il prezzo del petrolio di riferimento statunitense West Texas Intermediate (Wti) è balzato del 7,5% lunedì, dopo che l’Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco in vigore dall’inizio di aprile. Il greggio WTI era in rialzo del 7,5% a 90,17 dollari al barile, mentre il benchmark internazionale Brent del Mare del Nord ha guadagnato il 6,5% a 96,27 dollari al barile. Il prezzo del petrolio corre, il dollaro statunitense si rafforza e i future azionari scendono, dopo la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz. Nelle prime contrattazioni asiatiche, i future sul petrolio Brent, benchmark di riferimento, sono balzati di circa il 7% a 96,85 dollari al barile, mentre il prezzo del petrolio greggio statunitense è aumentato del 6,4% a 87,88 dollari al barile, dopo la riapertura delle negoziazioni al Chicago Mercantile Exchange.
Borsa di Tokyo in rialzo in apertura di seduta, dopo la cattura di una nave iraniana che stava tentando di forzare il blocco degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz e le tensioni tra Washington e Teheran. L’indice Nikkei avanza a +0,84%, a quota 58.969.40.
Il comando militare congiunto iraniano, Khatam al-Anbiya, accusa gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco aprendo il fuoco contro una nave mercantile iraniana nel Golfo dell’Oman e promette ritorsioni. I media statali citano un portavoce di Khatam al-Anbiya, secondo il quale la nave era in rotta dalla Cina all’Iran. “Avvertiamo che le forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran risponderanno presto e si vendicheranno di questo atto di pirateria armata da parte dell’esercito statunitense”, ha spiegato il portavoce.

