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Hormuz, non solo gas e petrolio. Il dramma del 30% di elio fermo incide su chip, intelligenza artificiale ma anche sulla sanità

I problemi aumentano, da quello stretto transita un terzo del commercio mondiale e incide su moltissimi settori

Hormuz, non solo gas e petrolio. Il dramma del 30% di elio fermo incide su chip, intelligenza artificiale ma anche sulla sanità
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Il blocco dello stretto di Hormuz, come ormai noto, sta causando gravissimi problemi legati agli aumenti dei prezzi del petrolio e del gas. Ma i guai non finiscono certo qui, visto che da quel canale situato tra Iran e Oman transita circa un terzo del commercio mondiale. E alla lunga lista delle gravi mancanze adesso si aggiunge l’elio. Come spiega la Cnn, l’enorme domanda di chip per l’intelligenza artificiale aveva già causato una carenza globale di elio che durava ormai da anni. L’elio, nello specifico, viene usato per raffreddare le apparecchiature utilizzate nella produzione di semiconduttori.

Ora, con i problemi legati allo stretto di Hormuz, i chip, già difficili da reperire, lo diventeranno ancora di più e si prevede che questa carenza renderà smartphone e computer più costosi entro la fine dell’anno. E, se l’industria non riuscirà a procurarsi l’elio in breve tempo, il problema potrebbe aggravarsi ulteriormente. Ma l’elio è anche un elemento cruciale in medicina, utilizzato per raffreddare le macchine per la risonanza magnetica, secondo quanto certificato, negli Usa, dalla National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine. “L’industria si è adattata riciclando l’elio e cercando di reperirlo da altre fonti, ma i prezzi degli esami medici potrebbero aumentare di conseguenza”, scrive la Cnn.