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I Pir vanno in ferie, occhio ai “titolini”

I fondi investono su di loro. L’analisi

I Pir vanno in ferie, occhio ai “titolini”
borsa ape (7)
Secondo gli analisti di Equita Sim anche i PIR rischiano di andare in vacanza questa estate, perché sarà difficile che la raccolta di questi nuovi strumenti, che investono in particolare su titoli a media e piccola capitalizzazione, possa continuare a correre come nei primi mesi dalla loro introduzione. Se ciò è vero sono a rischio le quotazioni di titoli come Clabo, Intek Group o 4AIM Sicaf, ma anche quelle di fondi come Symphonia Azionario Small Cap Italia, Arca Economia Reale Equity Italia, Fondersel Pmi o Oyster Italian Value

Anche i Pir (Piani individuali di risparmio) vanno in vacanza? Sì, almeno secondo gli analisti di Equita Sim che anche per questo hanno deciso di alzare da zero al 10% il peso della liquidità nel proprio portafoglio a media e piccola capitalizzazione, riducendo in misura proporzionale il peso di tutti i titoli inseriti. Gli esperti sono infatti convinti “che nei prossimi mesi vi sarà una correzione delle quotazioni, dovuta al probabile (e fisiologico) rallentamento della raccolta dei fondi Pir e alla significativa sovraperformance delle mid cap italiane” rispetto ai titoli europei comparabili.

Se si guarda ai multipli attuali dei titoli delle Pmi italiane, infatti, si nota come essi siano a premio dell’8% rispetto ai comparabili, “mentre in media hanno sempre trattato in linea o, durante i periodo di stress sul rischio Paese, a significativo sconto”. Il timore degli analisti è pertanto “che, in assenza degli acquisiti alimentati dalla raccolta dei Pir, possano prendere il sopravvento le prese di profitto legate a valutazioni su livelli storicamente elevati e all’approssimarsi delle elezioni politiche in Italia” (che, salvo scioglimento anticipato delle camere, si dovrebbero tenere tra marzo e aprile del prossimo anno).

La cautela degli uomini di Equita Sim appare “coerente con la visione cauta sul mercato nel suo complesso”, ossia che “la tesi di chi prevede un rafforzamento della crescita globale nei prossimi trimestri è, secondo noi, contraddetta dall’appiattimento della curva dei tassi e dalla discesa del prezzo del petrolio (se ci fosse domanda l’Opec avrebbe buon gioco nel mantenere i prezzi sopra i 50 dollari)”. Il tutto mentre il quantitative easing della Bce mantiene i rendimenti dei bond “high yield” ai minimi storici “nonostante il 2018 sia molto probabilmente l’anno in cui gli acquisti della Bce termineranno”.

Ma quali potrebbero essere, nel concreto, i titoli maggiormente a rischio? Evidentemente se hanno ragione gli analisti e nell’estate qualche investitore potrebbe essere tentato dal prendere profitto ed anzi i primi segnali si sono già visti con Brioschi (+20% da inizio anno, ma il titolo perde già oggi oltre il 6%), Modelleria Brambilla (dai 4,62 euro toccati il 21 marzo scorso è già calata del 22% circa), o Ergycapital (+20% da inizio anno anche in questo caso, ma a 6,94 centesimi per azione il titolo è già di un 26% sotto il picco di 9,4 centesimi toccato a fine marzo).

Altri titoli a rischio sembrano essere nomi come Clabo (che segna ancora +290% circa da inizio anno grazie all’acquisizione del marchio Easy Best e alla conseguente crescita in Cina), Intek Group (+63% da inizio 2017 pur avendo già perso circa il 10% dai massimi dell’8 giugno), 4Aim Sicaf (+32% da inizio anno, o Lu-Ve (+24% abbondante), che peraltro il 21 giugno passerà dall’Aim Italia al Mta e potrebbe dunque trovare nuovi estimatori pronti ad approfittare di eventuali storni delle quotazioni.

Occhio però che la volatilità estiva potrebbe riflettersi anche sull’andamento di qualche prodotto gestito, ad esempio fondi comuni che investono nelle mid e small cap tricolori come Symphonia Azionario Small Cap Italia, Arca Economia Reale Equity Italia, Fondersel Pmi o Oyster Italian Value. I loro gestori, probabilmente, seguiranno il consiglio degli esperti di Equita Sim se vedranno che il rischio di uno storno è concreto e così facendo limiteranno i danni, ma difficilmente potranno evitare del tutto un calo, anche solo temporaneo, delle quotazioni.

Potrebbe dunque essere il caso di alleggerire la loro presenza nel vostro portafoglio parcheggiando la liquidità su fondi monetari (o su fondi azionari che puntano su mid e small cap europee o statunitensi), pronti semmai a rientrare una volta passata l’estate, quando le quotazioni sia dei singoli titoli sia dei fondi potrebbero rivelarsi più a buon mercato di quanto non sia oggi e quando sarà chiaro se la ripresa italiana potrà proseguire o se è destinata a rallentare nuovamente.