A- A+
Economia
Iccrea, proposta di nozze a Cassa Centrale. Il 3° polo dal credito cooperativo

Creare il terzo polo italiano per asset in gestione insidiando Unicredit. Attenuare gli effetti – perché arriveranno, eccome se arriveranno – degli incagli e delle sofferenze che si preannunciano nel 2021. Aumentare quella massa critica divenuta ormai la ragione attorno alla quale si stanno muovendo tutti gli istituti di credito.

Sono tante le motivazioni per cui Iccrea e Cassa Centrale Banca potrebbero unirsi in un matrimonio del credito che tra l’altro non sarebbe frutto della fantasia di qualche giornalista a caccia di fanta-mercato, ma delle parole del direttore generale di Iccrea Mauro Pastore ad Affari&Finanza. La logica è semplice: il gruppo si aspetta un incremento delle sofferenze nell’ordine dei 3-400 milioni, ovvero un aumento del 5% sugli impieghi, per un complessivo che arriverebbe all’8%, più alto della media italiana che è già decisamente sopra i parametri europei. Il rapporto tra costi e ricavi, sempre per Iccrea, è al 74%, con l’obiettivo di portarlo al 65%. Ma non è facile raggiungere questo scopo: perché i tassi bassi e l’incremento delle sofferenze riducono la marginalità.

banca carige
 

E dunque perché proprio Ccb? Prima di tutto perché il loro irrobustimento negli anni passati dipende, in entrambi i casi, dall’obbligo di “dimensionarsi” per gli istituti di credito cooperativo. Così, 140 raggiunsero Iccrea e un’ottantina andarono con Cassa Centrale Banca. Ma oggi il mercato può permettersi di avere due soggetti sostanzialmente ridondanti? Per Pastore no, tant’è che torna a proporre un’unione che per il momento non ha trovato grandi risposte dall’altra parte. Almeno per ora.

Ma è un dato di fatto che la marginalità sia ai minimi storici e che di conseguenza non vi siano strade alternative all’ampliamento delle dimensioni. La pandemia ha costretto le banche ad aumentare gli accantonamenti contro le perdite sui prestiti, intaccando i profitti. L'incertezza e l'avversione al rischio nella situazione attuale sono servite anche a ridurre le entrate da commissioni, fornendo ulteriore incoraggiamento da parte delle autorità europee, al consolidamento del settore sia in Italia che in Spagna. 

Da ricordare, per gli appassionati di risiko bancario, che Ccb possiede l'8,3% di Carige dopo il salvataggio del 2019 dell'istituto di credito genovese e ha un'opzione per acquistare l'80% detenuto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. 

È palese che il mondo delle banche si trovi in surplace: aspetta di vedere come e quanto deflagrerà la bomba innescata dalla fine della cassa integrazione, del blocco dei licenziamenti e della garanzia statale sui prestiti. Lì sì che si capirà quanto intesa è la crisi economica post-Covid, che finora ha colpito in maniera profonda e distruttiva “solo” il turismo e la ristorazione.

Gli economisti parlano di una ripresa a “K” con l’industria che è tornata già ora ai livelli pre-Covid e i servizi che continuano a crollare a causa delle chiusure a macchia di leopardo che interessano le città italiane. Dunque, la preoccupazione che monta nelle banche, che dovranno ulteriormente alzare il merito creditizio per evitare di implodere, costringe a riprendere vecchi discorsi.

Intesa Sanpaolo, si vocifera, starebbe pensando di tornare su Fineco – dossier già andato sulla scrivania del Ceo Carlo Messina prima dell’assalto a Ubi – per rilevare uno dei principali player multicanale. Tra l’altro completando uno sgarbo epico verso la nemica storica – oggi un po’ dimessa – Unicredit.

Anche Mediobanca sembra pronta a muoversi, magari lanciandosi alla conquista di Azimut che già da tempo è sulla bocca degli esperti. Senza contare che Unicredit, come riporta oggi Affaritaliani.it, è nella morsa: meglio prendersi Mps pur con tutte le cautele, o continuare una lenta discesa agli inferi che potrebbe metterne a repentaglio l’italianità, finendo in pasto ai francesi sempre pronti a fare shopping in Italia?

Per questo il matrimonio tra Iccrea e Ccb, in un momento storico in cui tutti sono corsi a fare provviste (e in questo caso il lievito non c’entra) appare una mossa di buon senso. Chissà se basterà per portarla a destinazione.

Commenti
    Tags:
    iccrea bancaiccrea pastorecassa centraleunicreditbanco bpmmps
    Loading...
    Loading...
    i più visti
    in evidenza
    Salvini pranza con Francesca "Prendo carne cruda". VIDEO

    Dolce vita romana

    Salvini pranza con Francesca
    "Prendo carne cruda". VIDEO


    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Nuovo Jeep Gladiator: il ritorno nel segmento dei pick-up

    Nuovo Jeep Gladiator: il ritorno nel segmento dei pick-up

    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.