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Economia
Il business Vita traina i profitti di Generali nel trimestre

La buona performance del ramo Vita (buono il contributo delle delle polizze unit linked)  spinge gli utili trimestrali di Generali che si appresta a comunicare al mercato il 27 maggio a Londra (nell'Investor Day) le strategie per il prossimi triennio. La fotografia dei primi tre mesi del 2015 del business della compagnia assicurativa, la terza per raccolta premi in Europa, vede 682 milioni di euro (nonostante "un quadro macroeconomico ancora incerto", ha precisato il gruppo), in crescita del 3,3% rispetto ai 660 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Conti in cui i premi hanno superato i 20 miliardi (+8,3%), spinti proprio dal business Vita (+12,7%) mentre è risultata stabile la raccolta Danni.

Così il risultato operativo del periodo è cresciuto del 6% e ha raggiunto quindi gli 1,3 miliardi (di 1,2 mld nel primo trimestre del 2014), registrando, si legge in una nota del gruppo triestino, il miglior dato degli ultimi sette anni, con un forte incremento del segmento Vita (+8,2%). In attesa di far sapere alla comunità finanziaria i prossimi target su redditività e capitale (il management ha promesso una crescita del dividendo e un miglioramento del capitale), i vertici hanno spiegato che nel corso dell'esercizio Generali "continuerà a intraprendere tutte quelle azioni volte al miglioramento del risultato operativo complessivo". Numeri e indicazioni piaciute a Piazza Affari che al suono della campanella ha premiato il titolo con un rialzo di quasi due punti percentuali portandolo a 17,69 euro.

Disaggregando il dato sul risultato operativo, emerge il contributo del ramo Vita con 823 milioni "grazie - fanno sapere dalla compagnia - alla reddittività della raccolta (in tutti i principali mercati di riferimento, fra i quali si è distinto quello italiano, ndr) e all’eccellente gestione finanziaria". Nel Danni, invece, il risultato operativo raggiunge quota 505 milioni, in calo di 24 milioni (-4,6%), "a seguito del maggior impatto di sinistri catastrofali in Italia e centro Europa (Germania e Austria) per circa 70 milioni".

Per quanto riguarda infine l'assetto patrimoniale, la compagnia ha riportato un Solvency I ratio a 168%, in  miglioramento rispetto a 156% comunicato al termine dello scorso esercizio. Includendo la cessione di Bsi, il ratio pro-forma è  pari a 177%.

Nel suo commento, il chief financial officer (direttore finanziario) Alberto Minali ha sottolineato come "i risultati relativi ai primi tre mesi dell'anno dimostrano l'efficacia delle azioni intraprese nell'ambito del piano di turnaround concluso con un anno di anticipo". "Abbiamo migliorato - ha proseguito il braccio destro dell'ad Mario Greco - la qualità della nostra offerta, con prodotti ad alto valore aggiunto per il cliente e abbiamo ristrutturato, laddove necessario, il portafoglio del gruppo, contribuendo a focalizzare il business di Generali sulle attività core". Una "solida base" da cui partiranno "le future linee strategiche".

 

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