Economia
Il governo lancia la "strategia verde" con Eni, Enel e Terna

Decreto da nove miliardi di euro nei prossimi 20 anni per fare dell'Italia il Paese numero uno al mondo nel settore delle energie rinnovabili
Nove miliardi di euro nei prossimi 20 anni per fare dell'Italia il Paese numero uno al mondo nel settore delle energie rinnovabili. E' questo l'obiettivo del ricco decreto firmato oggi a Palazzo Chigi dai ministri dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, con gli amministratori delegati dei pezzi pregiati della gioielleria energetica italiana, Eni, Enel e Terna, Claudio Descalzi, Francesco Starace e Matteo Delfante, sotto gli occhi soddisfatti del presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
"C'e' una strategia verde", ha detto il premier, "abbiamo atteso la fine delle polemiche post referendarie e post Amministrative per presentarla". Questo perche', "agli italiani deve essere chiaro che le migliori tecnologie e le migliori competenze stanno nelle aziende italiane che lavorano nel settore delle energie.
Il solito pianto per cui non saremmo in forma e competitivi sulle rinnovabili deve finire", ha sottolineato Renzi, che ha poi ironizzato: "Visto che una parte della politica mi considera in mano alle lobby, si', il governo e' in mano alle lobby delle rinnovabili, perchè rappresentano la strategia del futuro di questo paese". Il premier ha inoltre smentito i rumor: "Non scenderemo ulteriormente nelle quote delle nostre aziende", ovvero Enel, Eni e Terna.
L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, e' poi entrato nei particolari: "Dobbiamo andare verso un futuro 'no car', cioe' no carbone, usando le esperienze e le infrastrutture del passato per costruire il futuro. Gli investimenti globali - ha aggiunto - vanno, all'incirca, da 700 milioni a 1 miliardo". Non esclude una joint venture con Enel per lo sfruttamento di terreni individuati ad esempio per il fotovoltaico, anche se Descalzi non fa mistero di essere in contatto anche con altre aziende. L'ad di Enel, Francesco Starace, pero', non lascia trapelare ulteriori informazioni e concentra il suo intervento sugli investimenti: "In reti per 2,2 miliardi, parte per i contatori digitali e parte sulle colonnine per la ricarica delle auto e le smart cities.
Ci saranno 2,2 miliardi sulle rinnovabili, anche se molto dipendera' dalle normative italiane, trasformiamo 23 siti produttivi in nuove infrastrutture con investimenti per circa 200 milioni". Di numeri ha parlato anche Delfante, ad di Terna: "Nei piani a dieci anni abbiamo investimenti per 6,6 miliardi - ha rivelato il manager -. Abbiamo 25 reti di collegamenti con i paesi limitrofi e lavoriamo a 2 progetti avanzati: in Francia, con un collegamento sotto il tunnel del Frejus, e una rete di collegamenti tra i Balcani e l'Italia". Prima della firma e' intervenuto anche il ministro Galletti, che ha rivelato la sua mission: "Trasformare il ministero dell'Ambiente nel ministero dello Sviluppo ambientale sostenibile. Questo e' il primo passo e proviamo che ambiente e sviluppo possono coesistere".
E a seguire il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che ha spiegato: "Il decreto vale 400 milioni all'anno. Il 50% delle risorse andra' sulle fonti che hanno risultati molto positivi e immediati, quasi in equilibrio, come l'eolico. Il 25% - ha aggiunto - andra' su tecnologie di frontiera, come il termodinamico, e un altro 25% andro' al grande tema dell'economia circolare, le biomasse, parti di scarto".
